E' la Fiat lo zoccolo duro del no
ROMA.Il no al Protocollo sul welfare prevale nettamente alla Fiat, ma è sconfitto nelle grandi acciaierie. Ecco un primo panorama del voto diviso per fabbriche e grandi aree.
I lavoratori Fiat.E' quasi unanime il no dei lavoratori degli stabilimenti Fiat. Dice no Mirafiori, lo stabilimento più grande del gruppo, dove hanno votato 7.080 lavoratori, pari al 58,78% dei presenti (12.044 su 13.470 addetti). La partecipazione è stata più alta tra gli operai, con percentuali che raggiungono il 75%, mentre è stata intorno al 38% tra gli impiegati. I no sono stati 5.388 (76,12%), i si 1.690 (23,88%), ma nelle due aree ad alta concentrazione operaia, le meccaniche e le carrozzerie, i voti contrari superano l'84%. Più equilibrato il voto alle Presse, dove i no sono stati 560, i si 414, le schede bianche e nulle 13. A Cassino ha vinto il no con 2.059 voti, pari all'84,42%. Sono contro l'intesa anche i lavoratori degli stabilimenti del Sud.
A Melfi (Potenza), dove hanno votato in 2.902 (sono andati alle urne anche i lavoratori interinali e dipendenti del magazzino), i no sono stati 2.475, pari all'85 per cento, mentre a Termini Imerese (Palermo) sono stati 882 (79%). A Pomigliano (Napoli) hanno votato 2.219 lavoratori su 5.055 e il no ha ottenuto 1874 voti, pari al 90,4 per cento. La musica non cambia negli stabilimenti non auto del gruppo, come l'Iveco di Torino, dove i no sono stati 1.427, il doppio dei si (708).
No della Piaggio. I lavoratori della Piaggio di Pontedera (Pisa) hanno detto no nella misura del 61,4% (1.234 voti), contro il 38,6% (775) dei favorevoli. I voti complessivi sono stati 2.041 (il 72,2% della forza lavoro presente in azienda nei tre giorni di consultazione, complessivamente 2.825 lavoratori). Le schede nulle sono state 11, mentre quelle bianche sono state 21.
Altro no dalla Fincantieri di Trieste. E' di circa il 70% la percentuale dei no registrata fra i lavoratori della Fincantieri di Trieste: lo ha reso noto, il segretario provinciale della Fiom-Cgil Antonio Saulle. Complessivamente - ha riferito il sindacalista - nella provincia, fra i metalmeccanici il no ha prevalso con il 60% dei voti.
Il si dei siderurgici. Netta affermazione dei si all'accordo sul welfare all'Ilva di Taranto. Su 4.941 lavoratori votanti - rende noto la Cgil Puglia - ci si sono stati 3472 si pari al 70,26%, mentre i no sono stati 1.435 pari a 29,04%.
Vince il si con il 79 per cento dei consensi - stando ad anticipazioni da confermare - anche all'interno della Thyssen Krupp Acciai speciali Terni. Il dato si riferisce ai circa 1.300 dipendenti delle acciaierie (escluse le consociate del gruppo siderurgico). A Piombino invece alla Lucchini e alla Magona ha prevalso il no.
Il si di Napoli e della Sardegna. Nello stabilimento Unilever di Caivano in provincia di Napoli, azienda leader del settore agroalimentare (con marchi quali la Knorr e l'Algida) ha vinto il si con il 65% dei voti.
In Sardegna il 60% dei lavoratori attivi ha votato per il referendum. Nel pomeriggio, quand'era stato scrutinato il 10% delle schede, oltre l'81% si è espresso per il si.(a.g.)