Il mistero della falsa primavera

CASTEGGIO. Prima la vendemmia di Ferragosto (mai accaduto tra i vigneti oltrepadani), ora gli alberi da frutto che sembrano impazziti, attratti da una sorta di seconda primavera. Fioriscono peri, ciliegi in diverse zone di collina e di pianura. E qualcuno riesce persino a coltivare piante da climi caldi. Una cosa mai vista, situazioni che in passato facevano gridare al miracolo. Ora fanno stupire e preoccupare. Il clima sta cambiando e anche questa seconda primavera nasconde una trappola. Di notte le temperature sono quelle stagionali. E per la frutta si dovrà cosi aspettare la stagione giusta.
Che si stia assistendo a cambiamenti climatici sempre più frequenti ormai è risaputo, ma la natura non finisce davvero mai di stupire. «Pochi giorni fa mi sono accorto che l'albero di pere situato nel mio giardino è fiorito nuovamente, come era accaduto lo scorso mese di marzo, ovvero in piena stagione primaverile - spiega Pietro Peveri, presidente della Pro Loco Clastidium - La pianta sarebbe pronta a dare nuovi frutti, tuttavia il freddo notturno lascerà poco spazio alla vita di quei fiori. A mio avviso, comunque, si tratta di un evento eccezionale, segno dei cambiamenti climatici che si stanno registrando: basti pensare che siamo in pieno autunno, eppure a volte il sole scalda quasi come nei mesi estivi». Il fatto naturale avvenuto a Casteggio si è registrato anche in altri Comuni limitrofi, tipo a Broni e Stradella, dove qualcuno ha anche fotografato, per immortalare l'evento, la fioritura di alberi da frutto. Ma questi fenomeni fuori stagione sono legati ai lunghi periodi di siccità cui si è assistito negli ultimi mesi nonostante le precipitazioni delle scorse settimane: «Certo, la mancanza d'acqua ho portato le piante ad utilizzare le risorse di riserva che possedevano. Cosi facendo si sono indebolite e, con ogni probabilità, prima di morire causa la siccità sono di nuovo fiorite per dare un seguito alla propria vita - commenta Gianni Saporiti, esperto di problematiche colturali - Si tratta di una situazione contingente, la siccità ha colpito gli alberi da frutto che stanno soffrendo per questo clima. Che ci siano elementi che fanno pensare a dei cambiamenti climatici è fuor di dubbio, come ad esempio l'innalzamento della temperatura media». Lunghi periodi di siccità, cui fanno da contrasto improvvise e violente precipitazioni temporalesche: molti oltrepadani ricordano bene, ad esempio, i gravi danni causati dal nubifragio dello scorso 31 agosto. Di questo clima, almeno dal punto di vista della qualità, sembra però averne beneficiato l'uva: «Se la resa in vigna è stata inferiore rispetto agli anni scorsi, la qualità dell'uva è generalmente ottima - conferma Gianni Saporiti, che per diversi anni è stato anche patron della rassegna enogastronomia Oltrevini - Anche in questo caso le viti, per rispondere alla mancanza di risorse idriche, hanno replicato concentrando sui loro grappoli gli zuccheri e tutte le sostanze peculiari che le caratterizzano, con il risultato di innalzare la qualità delle uve».
Simone Delù