Musharraf, strano incidente
ISLAMABAD.Un elicottero della scorta del presidente pachistano Pervez Musharraf si è schiantato al suolo in Kashmir: le quattro persone a bordo, fra cui due guardie del corpo e un operatore della televisione di Stato, sono morte. Un incidente dovuto a problemi tecnici, hanno detto molto rapidamente le forze armate, secondo le quali il Puma ha preso fuoco dopo l'impatto al suolo. Ma il primo pensiero in Pakistan è stato di un ennesimo attentato contro Musharraf, eletto sabato dal parlamento per un nuovo mandato di cinque anni che deve essere confermato nella legittimità dalla Corte suprema. La televisione pachistana ha mostrato immagini dell'incidente con centinaia di persone che aiutavano i feriti e spegnevano le fiamme con acqua attinta da un fiume. Ogni volta che Musharraf si sposta in elicottero, vengono fatti partire diversi velivoli e nessuno sa su quale di questi salga il presidente, riferiscono fonti pachistane.
Intanto è ormai guerra nelle zone tribali del Pakistan. Una guerra negata da Islamabad e ignorata dalla comunità internazionale, ma non per questo meno letale: almeno 175 sono i morti nelle battaglie degli ultimi due giorni, e cinquanta militari sono stati rapiti, dicono i dati ufficiali. Ma nessuno sa davvero quante siano le vittime di un conflitto cominciato dopo gli attentati negli Stati Uniti dell'11 settembre 2001. L'attacco americano contro il regime dei Taleban ha spinto i ribelli e i militanti della «legione araba» di Osama bin Laden verso il confine, e oltre le montagne, in quelle regioni del Pakistan, oltre una frontiera - la linea Durand - riconosciuta solo da Islamabad e inesistente per la natura e per le popolazioni locali.
In quest'area, dice la Cia, si nascondono elementi di Al Qaida, forse anche gli stessi super ricercati, Osama bin Laden e il leader dei Taleban Mullah Omar. Qui non entra nessuno che non faccia parte della comunità. E' una terra di non ritorno. E lo sanno molto bene i soldati pachistani, novantamila, che dopo il 2001 per la prima volta sono stati mandati a combattere una battaglia incompresa, per una paga di meno di un euro al giorno (meno di un insegnante). A centinaia sono stati ammazzati. Oltre trecento sono stati rapiti e si trovano nelle mani dei ribelli, che minacciano di ucciderli ad uno ad uno. Alcuni hanno deposto le armi e si sono arresi.
L'ultima battaglia, violentissima con il supporto di elicotteri, si è svolta nella notte tra sabato e domenica nel Nord Waziristan. Nel capoluogo Miranshah è stato imposto il coprifuoco. La jirga locale ha ottenuto una tregua per consegnare i corpi di venti soldati uccisi e portare 34 feriti in ospedale.