Edimes, la garanzia è Sacco


PAVIA. Dimenticatevi l'Edimes che ha sfiorato la serie A la scorsa primavera, ma non smettete di sognare. E' solo che per costruire i sogni servono tempo e lavoro. L'Edimes che oggi comincia il suo settimo campionato consecutivo di LegaDue è la sintesi tra le possibilità del budget e le idee del suo condottiero: Giancarlo Sacco. «Dopo le finali play off tenere il quintetto dello scorso anno sarebbe stato troppo costoso - spiega il coach di Pavia - . Abbiamo voltato pagina e preso i giocatori che avevamo in mente. In squadra abbiamo delle scommesse come Mobley, Tomassini e Colussi, ma io mi sbilancio il meno possibile: quando scommetto, di solito vinco. Per riuscirci la squadra dovrà crescere e non sperare nelle soluzioni dei singoli». Sacco rappresenta la continuità con l'Edimes degli ultimi play off: «La gente si può fidare del fatto che il coach è una persona serie ed esperta, uno che non è qui per lo stipendio, ma perché ha passione - dice il pesarese 50enne - . E i pavesi apprezzano chi sul lavoro non si risparmia».
Coach Sacco, in che condizioni è la squadra?
«Siamo a 30 partite dai play off, è normale che la forma migliore sia ancora lontana. E poi i tanti infortuni tra gli esterni hanno costretto una parte della squadra a non allenarsi mentre i lunghi sono andati in sovraccarico».
Su cosa lavorerà?
«Deve crescere il livello di ogni giocatore, il che significa portarli a curare i dettagli. E' cosi che l'Edimes dello scorso anno ha cambiato marcia. Se non ci fossimo stancati con Jesi in semifinale avremmo potuto eliminare anche la Scavolini»
Che differenze vede tra le sue due Edimes?
«Quella di maggio aveva Stanic, un play capace di valorizzare il lavoro dei compagni. Ora abbiamo McKie, che ha la stessa leadership e può creare situazioni di superiorità costringendo gli avversari al raddoppio, ma non è un play. In queste condizioni è decisivo avere una buona circolazione di palla e trovare l'amalgama. Sarà più dura».
Quali le scommesse?
«Le gatte da pelare sono tante e le ho volute tutte. Tomassini è giovanissimo, ma ha una capacità di leggere il gioco rarissima per la sua età. Deve diventare un torello fisicamente, ma la materia prima è marmo di Carrara».
E le altre?
«Meini ha sempre fatto il 'portatore d'acqua" a Montecatini, qui può crescere, ma ha dovuto abbandonare una situazione congeniale. Per Mobley è l'ultima occasione di crearsi una carriera in Italia. E poi c'è Brkic, che può diventare di livello europeo se fa il salto di qualità».
A quando un bilancio?
«Normalmente alla decima giornata, ma quei risultati andranno presi con le molle perché le società hanno priorità diverse e il mercato potrebbe cambiare molto le squadre da qui ai play off».
Nel regno dei play off Sacco era a suo completo agio. Adesso come sta?
«Sono un perfezionista perché so che l'applicazione e la cura dei dettagli fanno la differnza. All'inizio sono sempre scontento perché voglio convincere la squadra a puntare al massimo. L'esperienza mi ha insegnato che le sfumature ti fanno capire come andranno le cose permettendoti di correggere la rotta».
E' favorevole all'anticipo televisivo del venerdi?
«La Lega2 è più complicata della A perché l'incidenza degli americani è inferiore. E poi in A è più dura fare discorsi tattici. Qui invece sembrano gli scacchi».

Claudio Malvicini e Stefano Pallaroni