Siena, il fantasma della banda armata
SIENA.Mettere insieme le tessere del puzzle per capire se, dietro alla rapina alla filiale del Monte dei Paschi di Siena di lunedi scorso, che poteva fruttare 177 mila euro, ci siano state davvero le «esigenze mediche» di Cristoforo Piancone, ex membro della Direzione strategica delle Br, oppure il ripetersi di cose già viste: di quando cioè la nascente organizzazione eversiva denominata Brigate rosse si associava alla criminalità comune per completare il piano di autofinanziamento. E' la questione, ancora non perfettamente definita, che occupa squadra mobile di Siena da una parte, digos e Ucigos dall'altra. Sono ore di superlavoro, quelle che stanno passando gli inquirenti: mentre Cristoforo Piancone si trova nella sezione irriducibili del carcere di Biella, mobile e Ucigos lavorano sugli elementi disponibili: impronte digitali, pistole, tempi, materiali sequestrati. Se è vero che l'ipotesi che questa sia stata una normale rapina resta al vaglio degli inquirenti, è vero anche che la tattica usata da Piancone, la strategia che sta alle spalle dell'azione, le armi usate, la reazione dell'ex Br al momento dell'arresto e il comportamento del complice durante l'irruzione in banca portano in una sola direzione. E su questa le Digos della Toscana, a partire da quella di Siena e l'Ucigos stanno lavorando. L'identità del complice di Piancone è, probabilmente, già conosciuta: la Digos sta riguardando i video delle telecamere a circuito chiuso delle banche rapinate in Toscana dove è stato utilizzato quel Beverly 200 nella disponibilità di Piancone e complice. Ma non è ancora perfettamente conosciuto l'humus che ha portato alla rapina. Su questo gli inquirenti, che seguono la regola del silenzio, stanno lavorando tentando di comporre un puzzle - come negli anni '70 - che porterà a completare l'immagine di vecchi fantasmi. Molto diranno le prove balistiche sulle pistole, e in particolar modo sulla Beretta 9 corto usata da Piancone prima per tenere d'occhio la porta della banca, poi per tentare di sparare alla polizia. E molto hanno detto e diranno le impronte digitali. Ma quello che è più importante adesso è ricostruire il movente. Per non ritrovarsi come è stato negli anni '70.