Il mitico numero 6 di Bearzot Mori in un tragico incidente

STRADELLA.L'Italia che ama il calcio senza bandiere del tifo lo ricorda come il mitico «numero» 6 della Nazionale campione del Mondo nel 1982. Enzo Bearzot il ct dei campioni, ricordandolo, lo dice a chiare lettere: «Se mai c'è stato uno per cui bisognava ritirare la maglia, era Gaetano Scirea, grandissimo calciatore e grandissima persona». Scirea nasce a Cernusco sul Naviglio il 25 maggio del 1953. Si afferma calcisticamente nelle file della Juventus. Diventa il regista della difesa anche in maglia azzurra. Libero moderno: con i suoi 32 gol segnati in carriera dimostra di non essere stato soltanto un difensore. Scirea era un campione anche sul piano umano. Mai intemperanze in campo, mai toni alti, mai polemiche per un rigore non dato o ricevuto. Questione di stile. Scirea è morto sul campo della sua passione. Era il 3 settembre 1989: il suo amico Dino Zoff, da grande portiere a allenatore dei bianconeri lo aveva inviato in Polonia per osservare il Gornik Zabrze, avversario della Juve in Coppa Uefa. Sull'auto che lo stava portando a Cracovia, l'autista aveva sistemato nel bagagliaio due taniche di benzina vista la crisi dei rifornimenti in quel periodo. Durante il tragitto il tamponamento, l'auto che esplode. Per Scirea non c'è nulla da fare. Resta il ricordo di un grande campione. Dopo la curva Scirea allo stadio delle Alpi, ci sarà anche uno stadio Gaetano Scirea in Oltrepo.