«Ingiusti gli esami a settembre»

VIGEVANO.Gli studenti vigevanesi bocciano gli esami di riparazione. Il ritorno al passato non piace a quanti frequentano la scuola del presente. La decisione del ministro della pubblica istruzione di ritornare all'antica abitudine degli esami a settembre per gli alunni insufficienti in una o più materie è contestati dagli studenti, che preferiscono i «debiti non vincolanti per la promozione». Si torna a 13 anni fa. L'ultima estate passata sui libri dagli studenti italiani, con l'ansia di non passare l'esame e venire respinti, è stata quella del 1994. Sui teleschermi passavano le immagini dei mondiali di «Usa'94», dove i calciatori erano costretti a giocare sotto il sole della California a mezzogiorno: era quasi consolante per gli esaminandi sapere che qualcuno stava peggio di loro, costretti a stare chini lui libri di latino o matematica. Poi sono seguiti i corsi di recupero e. dal 1997, i «debiti». I ragazzi di oggi non sanno nemmeno più cosa siano gli esami e in qualche caso li trovano ingiusti. «Non so cosa siano gli esami - dice Chiara Placenza, che frequenta la seconda all'istituto tecnico Castoldi -. Penso che non sia giusto che se non si è preparati in una materia, si corra il rischio di ripetere tutto l'anno». Contraria per lo stesso motivo è un'altra ragazza di seconda della stessa scuola, Fabiana Rodolfo Masera, che dice: «Non sono d'accordo, perché si deve studiare tanto. Erano meglio i 'debiti", perché non si veniva bocciati». Il terrore di perdere l'estate di riposo è condiviso anche da Andrea Ileana Pisaniche commenta: «C'è il rischio di dover studiare d'estate e di vivere con l'ansia. Preferisco sapere subito se sarò promossa o bocciata». Ma parlando con i ragazzi delle scuole vigevanesi, emergono anche i limiti dei debiti. «Bisogna studiare tanto - dice Katiuscia Nassano- e non si sa nemmeno se si riesce a passare gli esami. Ho avuto dei 'debiti", ma non sono riuscita a superarli». Tra gli studenti vigevanesi c'è anche chi sostiene che tra gli esami e i 'debiti" non ci sia una grande differenza. «Non cambia tanto - sostiene Roberta Corrao-: in estate c'è tempo per studiare e si riesce a recuperare». In molti prendono la nuova proposta come un giro di vite. «Non credo sia giusta la formula degli esami - afferma Giacomo Carnevale Schianca, che frequenta il terzo anno di liceo scientifico -. Non si può certo essere bravi in tutte le materie. Ad esempio io per due anni ha avuto il 'debito" di matematica. Non sono portato per quella materia, non ci posso fare niente». Alcuni studenti vigevanesi vivono la reintroduzione degli esami di riparazione come un cambiamento in corsa. «Vorrei capire bene come funziona - dice Luca Franchini, che frequenta la quarta liceo scientifico -. Non si capisce cosa debba fare e quali conseguenze dovrà sopportare chi ha il 'debito" ancora in corso». Qualche perplessità c'è anche tra i docenti e i presidi. «Non ho ancora letto l'ordinanza - dice il preside del liceo Cairoli, Giuseppe Branca- ma sono convinto che un cambiamento ci voglia. Cosi come sono impostati oggi, i 'debiti" non hanno influenza perchè non comportano la bocciatura. Alcuni scelgono di non superarli e arrivano fino alla maturità».
Andrea Ballone