Revocato lo sciopero dei benzinai
ROMA. Rifornimenti di benzina, gasolio e gpl regolari i prossimi 10, 11 e 12 ottobre. I distributori aderenti a Confcommercio e Cisl hanno deciso infatti di revocare la serrata proclamata tre settimane fa, dopo il ritiro di alcune norme considerate punitive per la categoria che rischiavano di essere aggiunte al già malvisto disegno di legge Bersani sulle liberalizzazioni. Dopo il pressing dei benzinai, gli emendamenti contestati, presentati in Commissione Industria del Senato, dove il testo del ddl è in discussione, sono infatti stati eliminati o riformulati.
Con un sospiro di sollievo dei gestori di Fegica-Cisl e Figisc Anisa Confcommercio che, vinta la loro battaglia, hanno prontamente revocato lo sciopero che rischiava di provocare non pochi disagi per gli automobilisti, lasciati a secco per 72 ore e alle prese con non pochi disagi.
Bocciando gli emendamenti, la Commissione, annunciano le associazioni di categoria, ha infatti «impedito il compiersi di una vera e propria ingiustizia».
L'allerta dei benzinai, già contrari all'impostazione dell'intero ddl, era scattata di fronte a due emendamenti.
Il primo, siglato da componenti di tutta la maggioranza, prevedeva, tra le altre cose, la soppressione di un articolo della legge Letta del 2001 sull'apertura dei mercati.
Un articolo, spiegano i sindacati, che ha reso obbligatoria la contrattazione tra compagnie petrolifere e sindacati di categoria, «tutelando i gestori dalla preponderanza delle compagnie».
Arrivando fino all'arma dello sciopero, i sindacati hanno ottenuto che l'emendamento fosse riformulato eliminando il riferimento alla legge del 2001, lasciando «intatti», spiega il relatore Egidio Banti, i diritti di contrattazione sindacale.
Ma non solo: ad essere totalmente ritirato è stato anche l'emendamento che toglieva alle Regioni la competenza di stabilire orari e turni degli impianti, azzerando quindi qualsiasi regolamentazione. Eliminati questi punti, la norma del ddl più significativa per il settore resta dunque quella dell'abolizione delle distanze minime tra i distributori, voluta per dare una spinta alla concorrenza.
Tuttavia, anche in questo caso, l'effetto di quello che è considerato come il provvedimento cardine potrebbe essere depotenziato, denuncia Federdistribuzione, dall'introduzione nel testo del ddl di un riferimento alla necessità di tutela del territorio che potrebbe «consentire agli enti locali di avere un appiglio per lasciare le cose come stanno».