A Milano barista assolto
MILANO.Rifiutare bevande alcoliche a clienti già alterati può essere solo un fatto socialmente positivo. In questo senso si è espressa ieri il sostituto procuratore generale Laura Bertolè Viale nel processo a carico di Luca Bozzo, titolare del bar Vittoria situato nel centro di Pavia, dove il 15 febbraio 2000 un gruppo di ragazzine aveva chiesto tre bottiglie di vino dopo avere già fatto uso di bevande alcoliche e mentre una stava vomitando per effetto delle precedenti assunzioni. Il rifiuto ha fatto scattare la reazione di alcune del gruppo e in particolare di una ragazza che urlando parolacce aveva intimato agli altri clienti del locale: «Uscite tutti da questo bar di m....», rovesciando una zuccheriera e spingendo in maniera sconnessa alcune sedie. In questa situazione il barista avrebbe cercato di allontanare i giovani e una ragazza avrebbe riportato lesioni dichiarate guaribili in 56 giorni anche se fin dal giorno successivo si sarebbe presentata a scuola. Da qui la denuncia del Bozzo (che personalmente aveva chiamato la polizia) con rinvio a giudizio dello steso per minacce, percosse e lesioni. In primo grado il tribunale di Pavia aveva condannato l'imputato ad una multa di 500 euro oltre all'obbligo di risarcire 800 euro alla ragazzina ferita e costituitasi parte civile. Ieri, davanti alla I Corte d'Appello di Milano nel processo di secondo grado la dottoressa Laura Bertolè Viale ritenendo non perseguibile il comportamento dell'esercente pavese, ha chiesto la sua assoluzione, in linea con l'avvocato Fabio Civardi.
Il collegio giudicante non è entrato nel merito della vicenda, dichiarando prescritti i reati contestati. (a.car.)