Sanzioni all'Iran: Parigi preme Europa divisa, no di D'Alema

BRUXELLES.L'accelerazione impressa alla questione iraniana dalla lettera del ministro degli esteri francese Bernard Kouchner, che ha chiesto ai partner europei di valutare la possibilità di sanzioni Ue contro l'Iran, parallelamente ai negoziati Onu, ha creato sconcerto a livello europeo, dove un'iniziativa fuori dall'ambito delle Nazioni Unite è vista con scetticismo.
La richiesta di Kouchner è stata inserita nell'agenda del Consiglio dei ministri degli esteri del 15 ottobre prossimo e il confronto tra i 27 si preannuncia teso. Solo venerdi scorso a New York il gruppo 5+1 (Usa, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna e Germania) incaricato di seguire il dossier nucleare iraniano, ha concordato di aspettare novembre per proporre sanzioni rafforzate all'Onu contro Teheran, alla luce di due rapporti: il primo del direttore dell'Aiea (Agenzia internazionale energia atomica) Mohammed El Baradei, l'altro dell'Alto commissario per la politica estera e di sicurezza Ue, Javier Solana. La lettera di Kouchner, in cui si dice «fondamentale che la Ue mostri oggi la sua determinazione e che dia un nuovo esempio, prendendo l'iniziativa di nuove ferme misure per accrescere la pressione sull'Iran», va ben oltre questo schema dei 5+1. Il Foreign Office britannico ha espresso pubblicamente il proprio sostegno al ministro francese. Mentre Italia e Germania, durante un colloquio telefonico tra i ministri degli esteri Massimo D'Alema e Frank-Walter Steinmeier, hanno confermato totale sintonia sulle linee operative e negoziali adottate dai 5+1 ed hanno chiesto che la Ue sia unita ed efficace. Parlando ad un convegno alla Camera, D'Alema ha riassunto la posizione italiana favorevole ad una «più forte iniziativa politica» e prospettando per l'Iran un metodo simile a quello usato per la Corea del Nord. D'Alema ha anche messo in guardia sulla necessità di evitare in questo momento «una condotta schizofrenica».