«Serve un si alla manovra, senza fiducia»
ROMA. Il taglio dell'Ici, certo, ma anche un respiro ampio, che riporta il governo a occuparsi del futuro del Paese. Poi soldi per le infrastrutture, per il welfare, per le famiglie e gli incapienti. Poi il taglio del 30 per cento degli stipendi dei ministri (notizia vecchia, di un anno fa, ma «perché buona passata sotto silenzio»). E' la Finanziaria che presenta il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, al Senato, citando l'Agamennone di Eschilo e il «me ne importa» di Don Milani, traduzione dell'«I care» americano. «Una presentazione seria, documentata, con obiettivi chiarissimi».
Queste ultime sono parole di Anna Finocchiaro, presidente dei senatori dell'Ulivo. «Sono scioccato, descrive una realtà che non esiste», aggiunge Roberto Calderoli, Lega.
«Ampiezza di progetto».«Abbiamo voluto restituire all'azione di governo l'ampiezza di un progetto che partendo dall'oggi guardi lontano nel futuro», dice il ministro dell'Economia. Poi aggiunge: «Sembra scontato ma non lo è. Per troppi anni è stato commesso l'errore di affrontare i problemi dell'oggi ipotecando le risorse del domani».
Il debito ci strozza.Una relazione durissima con il passato governo quella di Padoa-Schioppa. «La scorsa legislatura si apri con promesse mirabolanti, ma si concluse con la scomparsa dell'avanzo primario e la risalita del debito». Un debito pubblico che «è il più alto in Europa e il terzo in valore assoluto nel mondo. 1600 miliardi di euro che ci obbligano ogni anno a reperire 70 miliardi di euro per pagare gli interessi, 1200 euro per ogni italiano, neonati compresi». «Ogni anno - continua Padoa-Schioppa - iniziamo la gara europea con 5 punti di penalizzazione rispetto agli agguerritissimi concorrenti. Un debito dimezzato renderebbe disponibili ogni anno 35 miliardi per ridurre le tasse e fare investimenti». E qui un altro fendente contro il centrodestra: «Saremmo a metà strada verso quel traguardo se la legislatura passata avesse continuato lo sforzo della precedente».
80mila case e Ici.Fra le misure cui il ministro dedica attenzione particolare ci sono Ici, affitti e un piano di edilizia pubblica che, finanziato con 150 milioni all'anno per 10 anni, renderà disponibili 80mila appartamenti a canoni sostenibili. Le agevolazioni Ici riguarderanno le prime case e chi ha un reddito inferiore ai 50mila euro. Per gli inquilini sconto sull'Irpef dovuta fra i 300 e i 150 euro a seconda del reddito. Costo del capitolo casa: 2 miliardi.
Equità.Agli incapienti (circa 10 milioni), vengono dati 150 euro per ogni familiare a carico. Congedo parentale e di maternità anche per adozione e affidamento, più soldi per i servizi socio-educativi per la prima infanzia. Sconto fiscale da 300 euro per chi, fra i 20 e 30 anni, vive in affitto, ampliato lo sconto per il canone degli studenti universitari.
Strade e ferrovie.35 miliardi in 10 anni a strade e ferrovie. «Nella passata legislatura si parlava di 1,8 miliardi all'anno», dice Padoa-Schioppa. «Dicono che questa è una Finanziaria elettoralistica. Di solito questo significa largo alle spese per avere più voti», ma non è questo il caso. «Risponde alle necessità dei cittadini e dunque è suscettibile di creare consensi», chiosa.