È straniero il 5% della popolazione

ROMA.Continua, anche se un po' attenuata, la crescita del numero degli immigrati in Italia.
Al primo gennaio 2007 gli stranieri residenti erano quasi 3 milioni, il 5% della popolazione complessiva ma il 10,1% in più dell'anno precedente. Ossia 268.408 persone. Gli stranieri continuano anche ad alimentare la crescita della popolazione residente in Italia: lo scorso anno hanno contribuito per oltre il 70% dell'aumento.
Sono le cifre dell'ultimo rapporto dell'Istat, secondo il quale il più consistente aumento degli immigrati si è avuto nel 2002-2004 per via della regolarizzazione. Ma ad incidere all'aumento sono anche i nati: il saldo naturale (differenza fra nascite e decessi) risulta in attivo per 54.318 unità.
I confronti.In Germania, gli stranieri sono l'8,8% rispetto al totale dei residenti, in Spagna il 6,2%, nel Regno Unito il 5,2%, in Francia il 5,9%.
Le cittadinanze.Nel 2006 sono stati registrati 35.266 nuovi cittadini italiani, circa il 23% in più rispetto al 2005. Molti avvengono per matrimonio. Sarebbero 215 mila i cittadini stranieri che fino al 2006 hanno ottenuto la cittadinanza italiana.
1 neonato su 10.Lo scorso anno sono nati nel nostro paese da genitori stranieri 57.765 bimbi, l'11,1% in più rispetto al 2005. Si tratta del 10% del totale dei nati in Italia.
Raddoppiati i cinesi.Da 87 mila sono arrivati ad essere 145 mila. Dall'Europa centro orientale gli immigrati sono cresciuti del 48,8%. Dall'Africa del 36%, dove spiccano i marocchini giunti a quota 343 mila. Dall'America centro-meridionale la crescita è stata del 52%, soprattutto per gli ecuadoriani.
Il rapporto dell'Istat ha offerto l'occasione per polemiche politiche. Il presidente del Partito Immigrati Nuovi Italiani, Mustapha Mansouri, sostiene che i politici «non possono continuare ad ignorare le esigenze di questa numerosa popolazione. Chiediamo, con forza e subito, il godimento dei diritti politici per i cittadini residenti, che pagano regolarmente le tasse e contribuiscono alla ricchezza del Paese». «Non basta essere tanti per avere i diritti - replica Ettore Pirovano della Lega - C'è una Costituzione che prevede che per avere il diritto di voto anche alle amministrative è necessaria la cittadinanza italiana che si ottiene dopo 10 anni».