Caso Visco, l'Ulivo resta unito
ROMA.Antonio Di Pietro non presenterà alcuna mozione contro Vincenzo Visco perchè il governo non ha alcuna intenzione di restituire al vice ministro dell'Economia le deleghe sulla Guardia di Finanza. A poche ore dal dibattito al Senato sul caso Visco-Speciale, il generale della Finanza costretto alle dimissioni dopo un duro braccio con lo stesso Visco, Romano Prodi trova con l'Italia dei Valori e i dissidenti dell'Unione un compromesso che forse salverà Visco e il suo governo da un possibile voto contrario a palazzo Madama. Oggi pomeriggio infatti i senatori dovranno esprimersi su una sola mozione di sfiducia sulla questione, quella presentata dalla Cdl. L'opposizione, che con l'Udc Francesco D'Onofrio ha chiesto a Franco Marini la copertura televisiva dell'evento, dunque ha perso per strada un possibile alleato nella maggioranza e dovrà contare solo sulle proprie forze per mandare a casa Vincenzo Visco.
A confermare la linea dell'Unione sono Giovanni Russo Spena, capogruppo di Rifondazione al Senato, e il suo collega dell'Idv, Nello Formisano. La decisione di non presentare una mozione della maggioranza «mi sembra quella prevalente» dice Russo Spena, anticipando il voto contrario della maggioranza alla mozione della Cdl.
«E' tutto lineare - aggiunge Formisano - dal momento che Antonio Di Pietro ha ricevuto dal presidente del Consiglio la conferma che il governo non ha alcuna intenzione di restituire a Visco le deleghe sulla Guardia di finanza». Al momento, ma visti gli scarsi margini della maggioranza al Senato resta qualche dubbio, appaiono rientrati anche i molti distinguo manifestati sulla vicenda nel centrosinistra. E in particolare quelli di Willer Bordon e Roberto Manzione, neo fondatori dell'Unione democratica. «Se si sceglie il profilo basso lo avremo anche noi», avverte Mazione. Che precisa: «Per dirlo più semplicememte se Idv, Dini, Salvi o Angius non presenteranno documenti, non lo faremo neanche noi».
Tuttavia Manzione va ancora giù pesante sul caso, chiedendo al governo di essere tranquillizzato, prima del voto, sul fatto che Visco non eserciti più alcun potere o controllo sulla Gdf, perchè «l'affresco prospettato dal pm di Roma ci mostra un Visco che pur di rimuovere il vertice delle fiamme Gialle di Milano mette in campo qualunque tipo di pressione e mincaccia nei confronti del gen. Speciale». E se l'episodio non è rilevante penalmente, lo è certamente dal punto di vista politico.
Vada come vada, a palazzo Madama oggi Antonio Di Pietro presenterà con Gianfranco Fini un disegno di legge sulle riduzione dei costi della politica. E gli occhi di Alleanza nazionale sono tutti rivolti verso l'ex pm. «Vediamo come voterà Antonio Di Pietro, nella vita ci sono momenti della verità e quello di domani è un momento della verità della maggioranza», avverte Ignazio La Russa, capogruppo di An a Montecitorio. La Russa ricorda le lettera di Antonio Di Pietro al Corriere in cui chiedeva «un passo indietro di Visco».