Tensione a Bologna, Cofferati contro tutti


BOLOGNA.Cofferati non si ferma. La polemica divampa, ma lui rilancia. Dopo la lettera di denuncia al ministro Amato e l'addio a sorpresa al comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza, il sindaco di Bologna getta benzina sul fuoco. Lo fa con un nuovo esposto sui danni della Street parade, la contestata parata anti-proibizionista che sabato ha sfilato, senza autorizzazione, per le vie del centro di Bologna. E boccia senza cedimenti la proposta del questore, Francesco Cirillo, di vietare d'ora in poi qualsiasi manifestazione nel centro della città: «Sono convinto che sia bene evitare anche solo di affacciare rimedi che sono peggiori del male - è l'affondo del sindaco - il problema non è mai il luogo dove le manifestazioni avvengono ma come le manifestazioni si svolgono».
E ricorda quei tre milioni di persone che da leader della Cgil portò in piazza a Roma. Manifestazione, ricorda, che non provocò alcun danno («Non è stato spostato un mattone»), al contrario della Street parade che ha trasformato la città in una «latrina a cielo aperto» e danneggiato alcuni luoghi della città, come il Padiglione dell'Esprit Nouveau, un edificio storico in zona Fiera. Per questo chiederà i danni (multe da 5.500 euro l'una più altre sanzioni) ai manifestanti e invita i bolognesi a fare altrettanto. La battaglia del primo cittadino - in rotta di collisione con la Questura perché non avrebbe fatto abbastanza per impedire la manifestazione non autorizzata di sabato - cade a poche settimane dalla richiesta al ministro Amato di ottenere più poteri di polizia in materia di sicurezza, e alla vigilia della manifestazione del collettivo bolognese Crash, che il 6 ottobre contesterà di nuovo Cofferati per lo sgombero di case occupate e per la chiusura dei centri sociali.
L'imperativo è quello di sempre: «Anche questa volta non accetteremo divieti». Intanto Rifondazione, già sul piede di guerra per l'annunciata convergenza tra il sindaco e An in tema di sicurezza (è previsto per oggi il vertice dei partiti di maggioranza, dopo l'aut aut al sindaco della sinistra antagonista: O con noi, o con An), inasprisce il tono della polemica. Parla di «allarme democratico altissimo», accusando il sindaco di essere il «capofila di una deriva di destra» all'interno del Pd e di «lavorare per creare lo scontro» usando la città come un palcoscenico. Lo fa sollevando lo spettro del 1977, mentre il questore Cirillo si domanda cosa il sindaco si aspettasse in fondo da lui: «Cosa dovevo fare, caricare la folla?». In difesa del questore si schiera il procuratore Di Nicola, certo che «il questore abbia evitato guai peggiori, anche se è ragionevole che i sindaci vogliano contare di più nella gestione della sicurezza a livello locale».

Claudia Zamorani