Edimes, Caserta fa paura


NOVARA. La LegaDue non conosce la crisi del settimo anno, anzi. Il secondo campionato professionistico nazionale partirà domenica (l'Edimes alle 18.15 ospiterà Imola) e ieri a Novara è stato presentato davanti a molti dirigenti delle sedici squadre iscritte. «La LegaDue ha raddoppiato gli spettatori rispetto alla prima stagione: erano 1.200 allora, sono stati 2.300 nel campionato appena concluso - ha detto Valentino Renzi, presidente della LegaDue, nell'auditorium della banca popolare di Novara - . E in questa stagione raddoppieranno le partite in diretta su Rai sport satellite: all'appuntamento della domenica alle 20.30 si aggiungerà quello delle 20.45 del venerdi». In platea anche Carlo Recalcati che ha proposto di tenere aperto il mercato dei giocatori solo in un periodo limitato della stagione, concedendo la possibilità di sostituire sempre gli infortunati. «In questo modo valorizzeremmo le società che già in estate riescono a costruire una squadra equilibrata e restituiremmo gli allenatori al loro ruolo - ha detto il coach azzurro - . La LegaDue ormai ha una propria identità: è la lega degli italiani, non una brutta copia della A».
Partiamo dai numeri: 16 squadre per otto regioni, 14 nuovi stranieri, sette italiani per roster, oltre 620mila spettatori nella scorsa stagione, con la media a partita cresciuta di quasi 200 unità in un anno. Salite Pesaro e Rieti, al via domenica prossima ci sono Caserta, che ha perso la A a Pavia all'ultima giornata, Livorno e Reggio Emilia, le nobili retrocesse. «Io vengo dalla A e ho scoperto quanto è difficile costruire una squadra con sette italiani forti - spiega il general manager di Caserta, Pier Francesco Betti - . Io vedo bene Ferrara e Casale, ma c'è sempre una sorpresa: magari Pavia. Sarà la continuità a fare la differenza». Betti aveva iniziato la sua carriera da dirigente nel 1994 a Pavia, una stagione conclusa con la scomparsa della società: «Quelle difficoltà - ricorda - mi hanno aiutato a crescere». Dopo tre promozioni in serie A e una Coppa Italia a Napoli, in estate il 38enne Betti ha costruito la squadra data favorita da tutti: «Partiamo con Ivan Gatto in quintetto, ma abbiamo nove potenziali titolari».
Renzo Vecchiato, general manager di Rimini, punta su Caserta e Ferrara. «Poi - dice - ci sono sei o sette squadre, tra cui Pavia, sullo stesso livello. Le altre però non sono squadre materasso: vincere con continuità sarà dura. Pavia nel precampionato ha avuto degli alti e bassi, ma non conta». E poi c'è Ferrara: «Caserta è più attrezzata di noi - spiega il presidente Roberto Mascellani - . Sul livello di Ferrara vedo Casale e Soresina, ma anche Pavia ha fatto bene. Conterà lo spirito di squadra e la tranquillità».
«La qualità del campionato è crescita - spiega Marco Crespi, coach di Casale Monferrato - . La LegaDue è una vetrina per gli italiani e non è un caso che in serie A in questa stagione giochino Bagnoli e Maresca, che erano al piano a maggio. E se gli italiani salgono in A è perché hanno dimostrato in LegaDue di saper giocare di squadra. L'unica modifica che farei è tornare ai tre stranieri al posto di due stranieri e un comunitario perché in questo modo si avrebbe più qualità senza penalizzare gli italiani». Crespi vede favorita Caserta, poi Ferrera. «Ma farà strada chi avrà più resistenza nervosa - sostiene l'allenatore di Casale - . Pavia? Solo Sacco e la società possono dire quanto vale la squadra perché sanno quali sono stati i carichi di lavoro del precampionato e in che condizioni sono».
Luciano Mele, presidente della Dinamo Sassari, vede favorita Caserta, ma a ruota cita Ferrara e Reggio Emilia. Meno ottimista è Alessandro Dalla Salda, amministratore delegato della Trenkwalder Reggio Emilia: «Puntiamo sui giovani perché il nostro obiettivo è rifondare la squadra, non salire in A. Quello che ha fatto l'anno scorso Pavia dimostra che si può fare bene anche partendo in sordina». (ha collaborato Maurizio Scorbati)

dall'inviato Claudio Malvicini