REGALI AI CETI MEDI PER IL TIMORE URNE


L'unione ritrova la sua unità operativa e dà il via libera alla Finanziaria approvata senza tensioni dal Consiglio dei ministri e presentata in maniera minimalista ai giornalisti. Come hanno rilevato i commentatori e come hanno evidenziato con puntiglio Romano Prodi e Tommaso Padoa Schioppa, è una Finanziaria leggera. Non impone sacrifici, lacrime e sangue e neppure nuove tasse. Anzi, promette riduzioni contenute, soprattutto all'Ici, più un bonus natalizio per i cosiddetti incapienti. Promette anche qualche taglio ai costi della politica con la riduzione nel numero degli assessori e dei parlamentari (queste ultime richiedendo modifiche costituzionali appaiono di più lungo periodo e meno certe) in attesa che venga anche ridimensionato il parco di ministri, viceministri, sottosegretari. Complessivamente, sembra che i ministri della sinistra cosiddetta radicale ritengano soddisfatte le loro richieste e che quindi le ricorrenti minacce di crisi di governo siano state disinnescate. Resta, però, da vedere se la leggerezza di questa Finanziaria sia sostenibile, vale a dire, se il paese riuscirà a crescere oppure se si troverà con altri debiti. Infatti, di misure strutturali di riduzione della spesa pubblica se ne vedono pochine poiché, per non scontentare i sindacati e per non colpire quelli che all'80 per cento e più sono suoi elettori, il governo ha rinunciato a incidere sulla Pubblica amministrazione, ma ha anche rimandato l'aumento della controversa tassazione delle rendite finanziarie. Purtroppo, come è noto a Prodi e al suo ministro dell'Economia, la crescita italiana e il dinamismo del cosiddetto «sistema-paese» sono frenati dall'enorme debito pubblico che ammonta all'incirca al 106 per cento del Pil. Probabilmente, la Commissione Europea non apprezzerà la dimenticanza del governo Prodi e il rinvio a tempi migliori. Il fatto è che di tempi migliori potrebbero non essercene. Si sta facendo strada un'interpretazione maliziosa secondo la quale questa sarebbe una Finanziaria con molti alleggerimenti per i ceti medio-bassi poiché l'Unione teme che si avvicini il tempo di un ritorno alle urne. Cosicché la distribuzione di qualche beneficio per rafforzare il sostegno di elettori dell'Unione risulterà presto davvero utile. Altrimenti, se l'operazione Partito democratico riscuoterà grande successo, una crescita anche moderata potrebbe rovesciare l'andamento finora sfavorevole dell'opinione pubblica. Di conseguenza, il governo guadagnerebbe tempo e i settori popolari potranno tirare qualche respiro di sollievo. Non sarebbe né poco né male.

Gianfranco Pasquino