«Puntiamo all'archiviazione»

GARLASCO.Se gli inquirenti continuano la loro lunga marcia nelle indagini, la difesa è altrettanto convinta della validità della propria tesi. «Andiamo avanti - dice l'avvocato Giuseppe Colli, che difende Alberto Stasi insieme al fratello Giulio Colli e al professor Angelo Giarda - e saremo soddisfatti solo nel momento in cui otterremo l'archiviazione del caso. Questo è il nostro obiettivo perchè Alberto, in questa tragica vicenda, è parte lesa». Sanno bene i difensori che i giochi non sono fatti, ma l'ordinanza del Gip e la scarcerazione del loro cliente dimostra che, allo stato dei fatti, non esistono certezze contro Alberto e che ai dati scientifici e giuridici portati dall'accusa hanno risposto con argomenti scientifici e legali altrettanto validi e credibili.
«Questo caso è più semplice di quello di Cogne - ha sostenuto il professor Angelo Giarda, in un'intervista rilasciata ad Emilio Fede durante il Tg4 di venerdi e ripresa anche da 'Matrix", la trasmissione condotta da Enrico Mentana -. Il Gip ha convenuto che non vi erano i requisiti per tenere in carcere Alberto Stasi. E ribadisco che, secondo il nostro consulente, il professor Francesco Maria Avato, le tracce trovare sui pedali della bicicletta di Stasi non sono di sangue».
I legali di Alberto si incontreranno all'inizio della settimana per decidere le prossime mosse della strategia processuale. «Dobbiamo consultarci, acquisire copia di documenti - spiega Colli -. Richieste di incidente probatorio? No e non intendo fare dichiarazioni sulle tesi esposte dal Gip, anche se vanno a nostro favore. Restiamo sul piano del confronto processuale». L'avvocato Colli ha accompagnato Alberto all'uscita dal carcere e lo ha portato nel suo studio a Mortara per sottrarlo all'assedio dei fotografi, mentre circolavano le voci più fantasiose sugli spostamenti di Stasi dopo la scarcerazione. «E' rimasto con me un paio d'ore - rivela il legale -. Era veramente provato, stanco. Con questa tragedia gli è crollato il mondo addosso e ha capito che la sua vita è stata rovinata: gli hanno ucciso la fidanzata e, in più, l'hanno accusato e messo in carcere». (l.g.)