La battaglia delle toghe rosa
VIGEVANO. Alberto va in carcere con la firma di Rosa, il pm, ed esce per ordine di Giulia, il Gip. Inutile parlare di quote rosa: al tribunale (tra l'altro presieduto da una donna, la dottoressa Anna Maria Peschiera) e alla procura di Vigevano sono già una realtà. Il primo confronto a colpi di atti ufficiali nell'inchiesta sul delitto di Garlasco ha, infatti, visto di fronte due toghe femminili. Il sostituto procuratore Rosa Muscio, titolare delle indagini, ha disposto il fermo dello studente universitario 24enne, sospettato dell'omicidio della fidanzata Chiara Poggi.
Il giudice delle indagini preliminari Giulia Pravon è il magistrato che ieri non ha convalidato il provvedimento e ha aperto, di fatto, le porte del carcere a Stasi. Facile e banale scivolare nei luoghi comuni del confronto tra due caratteri femminili, ma soprattutto sbagliato.
Muscio e Pravon sono il pm e il Gip, non Eva contro Eva. Per entrambe parlano gli atti e la carriera. Giulia Pravon è nata 42 anni fa a Mortara. I tratti del viso e persino il taglio di capelli sono rimasti quelli della giovanissima studentessa del liceo classico Cairoli di Vigevano, con in più l'autorevolezza del magistrato di esperienza, che ha dimostrato conducendo con equilibrio e fermezza il dibattimento in alcuni processi importanti. Uno su tutti il caso-Sacic, l'industria di Mortara denunciata per emissione di polveri e inquinamento acustico.
L'assoluzione di due dirigenti d'azienda pronunciata da Pravon al termine di un lungo processo è stata confermata in appello. Sposata, due figli, il magistrato originario di Mortara ha prestato servizio al tribunale di sorveglianza di Novara ed è a Vigevano dal 1999. Qui ha ricoperto l'incarico di giudice monocratico e di componente del collegio giudicante.
Da circa un mese ha assunto il ruolo di Gip, da quando la collega Agnese Di Iorio ha ottenuto il trasferimento a Nola. Sorridente, gentile, ma fermissima nella difesa del dovere di riservatezza, nelle pause pranzo esce in compagnia degli altri giudici del tribunale, cosi come il sostituto Rosa Muscio fa gruppo con i colleghi della procura.
Trentotto anni, marito bancario, a Vigevano dal settembre 2003, Rosa Muscio è arrivata alla magistratura dopo una carriera di vice-commissario della polizia anticrimine a Pavia. In servizio prima a Milano, ha completato l'uditorato a Vigevano ed è stata pm in processi importanti.
Tra gli altri il caso di Letizia Natale, la commercialista condannata a dieci anni per l'omicidio del padre e il processo alla maestra elementare condannata per due rapine a supermercati.
Schiva, taciturna, scrupolosa, Rosa Muscio lavora sodo e in silenzio con tenacia inversamente proporzionale all'apparente fragilità fisica. E non molla la presa, c'è da scommettere, nemmeno di fronte ad un 'no". (l.g.)