Droga, Torino rilancia le narcosale
TORINO. Torna in primo piano a Torino il progetto di istituire delle narcosale, luoghi deputati ad ospitare tossicodipendenti nel momento dell'assunzione della droga. Ieri infatti le due Commissioni comunali alle Politiche Sociali e ai Giovani hanno discusso una mozione che le chiede, presentata da 20 consiglieri della maggioranza di centro sinistra. La discussione però si è subito profilata complessa e, dopo due ore, è stata rinviata di 15 giorni.
Nel frattempo si sentirà il parere di esperti e medici dei Sert. Ma ora la strada sembra sicuramente più aperta di quando, nel marzo scorso, il Prc presentò, in consiglio comunale, un'analoga mozione o quando, a giugno, i radicali dell'Associazione Aglietta rilanciarono il progetto. Intanto un parere positivo è stato espresso subito dai ministri alla Sanità, Livia Turco, e alla Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero. Per la Turco «si tratta una proposta di sanità pubblica già praticata in molti paesi Ue, anche dove vigono politiche proibizioniste». «Occorre uscire - ha detto da parte sua il ministro Ferrero - dal terreno ideologico». Il sindaco Sergio Chiamparino ha dato un si condizionato: «Come ho già avuto di dire più volte il progetto va nella direzione giusta». Ma deve essere «sperimentale, rivolto ai tossicodipendenti cronici, inserito in un contesto di recupero». Primo firmatario della mozione presentata ieri è il consigliere Marco Grimaldi, della Sinistra Democratica: «Si tratta di non lasciare sole persone già molto provate dal dramma che vivono e nello stesso tempo attivare insieme a loro un percorso di recupero». Secondo il capogruppo dell'Ulivo, Andrea Giorgis, che però non ha firmato la mozione (sottoscritta anche da tre membri della Margherita), «promuovere le narcosale significa per lo Stato dire che drogarsi non è un atto di libertà dell'individuo, ma un problema di cui la società deve farsi carico». Giorgis sottolinea che le narcosale sono «legali perchè in Italia non è illegale il consumo di droga, ma la vendita». Più cauto Gavino Olmeo (Margherita): «Dobbiamo per forza fare qualcosa,ma sono perplesso sul dare legalità al consumo di una sostanza illegale. Cosi com'è non voterò la mozionè».
Agguerrita l'opposizione di centro destra. Per il capogruppo di An, Agostino Ghiglia è «un'idea antiumana e criminale». Per Mario Carossa (Lega Nord) «aprire le narcosale vuol dire assistere al suicidio in diretta dei giovani». Per Antonello Angeleri, Udc, «le camere del buco sono l'espressione di una società nella quale i valori non contano più nulla». Per Forza Italia «si tratta di un progetto kamikaze, sarebbe meglio aumentare le risorse per le comunità di recupero». Dal canto suo la Regione Piemonte, che ha giurisdizione sulla sanità per ora non si pronuncia.