Faust per Mauri

G rande mito della modernità, la vicenda del Dottor Faust vanta illustri cantori nella storia, nella letteratura, nella musica. All'origine c'è un racconto popolare tedesco riguardante il destino di un sapiente, il quale, nella sua continua ricerca di conoscenze avanzate o proibite delle cose materiali, invoca il diavolo (Mefistofele), che, al prezzo della sua anima, gli offre l'onniscienza ed i piaceri della giovinezza. Faust seduce Margherita che, quando il suo bambino muore, è condannata al rogo per infanticidio. Maledetta la giovinezza e ritrasformato in vecchio, Faust sale sul rogo.
Nell'epilogo in cielo l'arcangelo Gabriele annuncia che l'amore ha reso nullo il patto e ha salvato l'anima di Faust. Senza dubbio il testo più significativo su questa storia è quello di Goethe. La sua geniale ironia anima di poetica leggerezza i momenti più misteriosi del cammino dell'uomo. Ed è proprio un'atmosfera giocosa la chiave della messinscena curata da Glauco Mauri: quella particolare ironia che diventa leggerezza tragica, 'un grande gioco molto serio", come la definiva lo stesso autore in una delle sue ultime lettere all'amico Von Humboldt che gli chiedeva che cosa fosse in definitiva questo Faust. Sono infatti il divertimento, lo smacco, la seduzione, legati ad una straordinaria complessità e significanza, a guidare il viaggio nell'animo dello scienziato. Cosi, attraverso il suo percorso interiore, proviamo a scoprire quella 'cosa" imprevedibile, a volte tragica o grottesca, che è la vita.
FAUST di Wolfgang Goethe, con Glauco Mauri, Roberto Sturno; regia Glauco Mauri (14-15-16 marzo 2008).