I poveri possono occupare le case popolari

ROMA. La casa è un diritto, in caso di necessità anche l'occupazione è giustificata. A sancirlo è una sentenza della Cassazione che inserisce il «diritto all'abitazione» tra i «beni primari collegati alla personalità» e dunque tra i diritti fondamentali della persona (tutelati dall'articolo 2 della Costituzione). Il caso nasce dal ricorso alla Suprema Corte di Giuseppa D.A., 39enne con un figlio a carico che ha occupato abusivamente una casa dello Iacp.
Secondo la donna non era stata svolta «alcuna indagine» sulle sue condizioni di indigenza che non le davano «alcuna possibilità di rivolgersi al mercato libero degli alloggi» ed inoltre non era stato considerato che aveva agito «in stato di necessità» con riferimento «al diritto all'abitazione ed al diritto alla salvaguardia della salute sua e del figlio». La Cassazione ha ritenuto «fondato» il suo reclamo in quanto «rientrano nel concetto di 'danno grave alla persona' anche le situazioni che attentano alla sfera dei diritti fondamentali della persona quali i beni primari collegati alla personalità», tra cui «il diritto all'abitazione».
E sulla sentenza è già polemica. Per il ministro per le politiche della famiglia, Rosy Bindi «il Governo è consapevole di questo disagio e in questa direzione va il Piano casa, che disegna una strategia complessiva, in grado di colmare i gravi ritardi accumulati sulle politiche abitative negli ultimi anni». D'accordo anche il sottosegretario all'Economia Paolo Cento (Verdi), che dichiara «è una sentenza di civiltà. L'occupazione di immobili abbandonati o utilizzati a fini speculativi è stato uno strumento di denuncia con cui i movimenti per la casa hanno tentato di dare risposte in assenza dello Stato». Secco il commento dei sindacati inquilini. Per il segretario generale della Sicet, Guido Piran la decisione della Cassazione «è un fatto importante, che mancava nel panorama giuridico italiano». Più cauto il segretario generale del Sunia, Luigi Pallotta, che chiede «un intervento immediato da parte del Governo per rilanciare il reddito familiare» in quanto «le fasce più deboli non riescono più a far fronte al pagamento dell'affitto» e che ritiene l'occupazione comunque «una prevaricazione del diritto».
Duro, invece il commento del vice presidente dei deputati di Forza Italia Isabella Bertiolini: «Occupare abusivamente case è un reato grave, e la sentenza crea un pericolosissimo precedente, istiga all'illegalità ed è un offesa per i cittadini onesti schiacciati dal caro affitto che non si sognerebbero mai di occupare illegalmente un edificio». Rincara la dose Jole Santelli (FI) «Siamo di fronte - dice - a una sentenza politica tipica di uno stato comunista». «Siamo già agli espropri proletari», Ha commentato Massimo Garavaglia, capogruppo della Lega in Commissione Bilancio della Camera.
Ma non è tutto, una seconda sentenza della cassazione, annunciata da Sandro Medici, presidente del X Municipio di Roma «ha riconosciuto alle amministrazioni locali la piena legittimità di requisire case sfitte per assegnarle a famiglie sfrattate».