Viola regina del Garda E ora pensa a Pechino
PAVIA. Per i medici avrebbe dovuto smettere, lei invece ha fatto di testa sua e ha avuto ragione. A tre anni dalla sua ultima maratona, a Dallas, Simona Viola è tornata in gara sul lago di Garda e ha vinto in 2h47'09". «Ho passato due anni d'inferno per dei problemi metabolici - spiega la 35enne fondista di Carbonara - . Potevo smettere senza riprovare, invece ho tentato per non avere rimpianti».
Madre di due figli, Simona Viola era arrivata 58ª alla maratona dei mondiali 2003, nell'ottobre 2004 è cominciato il suo calvario. «Ho visto tanti medici e i pareri erano spesso discordanti - spiega - . L'unica certezza è che avevo dei problemi metabolici, le cause però non sono mai state trovate. Un giorno mi sono guardata allo specchio e ho visto che non mi piacevo più. Ero arrivata a 54 chili, non avevo più addominali e la massa muscolare era quasi sparita. A quel punto ho deciso che era arrivato il momento di reagire. I medici mi consigliavano di smettere, ma io non volevo arrendermi senza aver almeno provato». Dal novembre 2006 si allena con continuità. «Ho passato l'inverno a fare potenziamento muscolare: addominali, attrezzi e corsa in salita - racconta - . Quando non hai più 20 anni devi compensare con l'applicazione. Ora peso 48 chili e la massa grassa è l'11% di quella corporea». Per un atleta dovrebbe essere inferiore al 15%.
A luglio Simona si è procurata una microfrattura allo scafoide di un piede: «A 20 anni davanti al dolore ti fermi perché pensi che avrai comunque altre occasioni - spiega la fondista tesserata per il Cus Palermo - . A 35 anni un'atleta sa che se non fa una gara oggi potrebbe non farla più». Cosi ha passato 20 giorni a mantenere la forma senza correre. «Mettevo il piede a mollo nelle acque di un torrente alpino fino a vederlo viola per il freddo - racconta la fondista - . Tutto per poter tornare».
Ha ripreso a correre l'11 agosto e domenica scorsa è tornata in gara: 42 km e 195 metri da Limone sul Garda a Malcesine. «Il mio obiettivo era correre i primi 30 km a ritmo sostenuto e coprire gli altri senza tante pretese, riuscendo anche a guardarmi intorno - racconta Simona, originaria di Sannazzaro - . Sono rimasta in testa dall'inizio alla fine, senza mai una crisi. Credevo che avrei fatto più fatica invece l'organismo rispondeva bene». Cosi è arrivata la settima vittoria in una maratona. «Un pensiero a Pechino 2008 l'ho fatto, ma non ho più le ansie di quando ero giovane. Il mio obiettivo reale per il 2008 è tornare in piena efficenza e migliorare tutti i primati personali».
La maratona del lago di Garda era alla prima edizione, ma è già un esempio. La strada che costeggia il lago è stata chiusa al traffico, i tecnici potevano seguire gli atleti solo dai battelli e sul percorso gli organizzatori si muovevano solo con auto a idrogeno e motorini elettrici. Domenica Simona correrà i 5.000 con la maglia del Cus Palermo ai tricolori a squadre che si disputeranno nel capoluogo siciliano. Il 21 ottobre Simona farà la maratona di Carpi. «Solo a quel punto - spiega Felice Costante, suo marito e allenatore - decideremo il da farsi». E senza chiedere il permesso ai medici.