Il sindaco risponda a Pavia Nord-Est

Come consiglieri di Pavia Nord-Est abbiamo seguito attentamente l'evolversi della drammatica situazione dei rom provenienti dalla ex area Snia. La conduzione di questa delicata operazione non è stata priva di errori gestionali ed amministrativi, anche di rilevante gravità; imputabili non solo alla Prefettura.
Si segnala in particolare l'assenza di una pianificazione dell'intera operazione, con un allontanamento dei rom a cui non fa però seguito una collocazione in idonee strutture; si è arrivati infatti ad una sistemazione provvisoria e alquanto inadatta nelle strutture del Palatreves, dopo diversi e infruttuosi tentativi di collocamento degli «smobilitati» (cosi sono stati infatti trattati...) nei diversi Comuni (Torre d'Isola e Marcignago) limitrofi a Pavia.
Il quartiere, inoltre, nella veste del suo massimo rappresentate (il presidente Domenico Blaiotta), non è stato avvisato da cariche istituzionali della presenza dei rom nel quartiere di Pavia Nord-Est, bensi ne è venuto a conoscenza per altre vie, non rappresentative dell'amministrazione locale. Questo atto dimostra una volta di più la bassa considerazione che l'amministrazione comunale ha nei confronti del quartiere, che troppo spesso viene emarginato dalle scelte rilevanti operate nel proprio territorio.
Si poteva agire in modo più efficace e coordinato visto anche l'enorme lasso di tempo che l'amministrazione comunale in primis, nella veste del suo massimo rappresentante, il sindaco Piera Capitelli, ha avuto per poter gestire al meglio l'allontanamento dei rom. L'amministrazione però non si è adoperata celermente nella risoluzione di questa complessa vicenda ed è intervenuta solo quando l'esasperazione dei residenti nel quartiere Est di Pavia aveva toccato picchi altissimi.
I rom, accampati nella ex area Snia, vivendo in condizione disumane e senza nessun sostegno umanitario se non di alcuni volenterosi e di associazioni no profit, sono stati fonte di atti vandalici e di furti, che hanno avuto come diretta conseguenza la diffusione di un sentimento di odio misto a paura nei confronti dei suddetti accampati. Questa situazione comunque non giustifica alcune reazioni spropositate che hanno accompagnato l'intero processo. Condanniamo infatti con forza le manifestazioni di dissenso di stampo fascista e razzista che hanno visto coinvolti oltre ad alcuni cittadini anche e purtroppo dei rappresentanti istituzionali nei comuni in cui le persone romene sarebbero dovute essere state dislocate.
Crediamo fortemente sia in un progetto di città solidale, sia nella possibilità di un progetto di integrazione, ma il tutto non può prescindere dalla legalità e soprattutto da un forte senso di responsabilità da parte degli amministratori, spesso troppo attenti al facile consenso a discapito delle persone.
Chiediamo quindi con urgenza al sindaco Piera Capitelli e agli assessori alla partita di venire a relazionare nella nostra sede sui fatti avvenuti nell'area del Palatreves, con la speranza che almeno questa volta si dia il giusto rilievo istituzionale anche al Consiglio di Quartiere di Pavia Nord-Est.
Giulio AssanelliForza Italia Filippo CalatroniForza Italia Antonio AnatoneForza Italia Igor BertonazziForza Italia Mauro ArzaniLega Nord Francesca RovidaLega Nord Marco MarchesiCantiere per Pavia Marisa MaggiSinistra Democratica Davide OttiniSinistra Democratica Davide LazzariDl Margherita Angela StavoloneRifondazione comunista Pavia

Rom, chiedere scusa?
Pavia non si piegherà mai

«Recisa quiescit», sembra essere il motto latino cui si sono attenuti il sindaco e il prefetto di Pavia, inviando i rom dell'ex-Snia ad Albuzzano e Pieve Porto Morone. Non si sono i suddetti minimamente curati delle eventuali reazioni che avrebbe potuto scatenare la, non saprei in qual'altro modo definirla, deportazione extra-moenia nei paesi circonvicini, quasi gli stessi Comuni fossero diventati all'improvviso vasi comunicanti della nostra malguidata città. Condivido, pur non appartenendo alla stessa postazione politica, quanto espresso da Lorenzo Demartini in un suo scritto apparso su queste colonne il giorno 14 settembre.
Cito testualmente un breve brano del suo intervento: «Volete davvero lanciare un segnale di distensione sig. sindaco e sig. prefetto? Chiedete scusa alle popolazioni di Albuzzano e Pieve Porto Morone. Questo potrebbe essere un primo importante passo, poi agite di conseguenza».
Sono però sicuro che Lorenzo Demartini sa che per ottenere quanto da lui giustamente suggerito ci vorrebbe un miracolo.
Ricordo a questo proposito la famosa risposta di Madame Du Deffand al racconto che le faceva il cardinale di Polignac del miracolo di Saint-Denis, che, con la testa tagliata in mano, aveva raggiunto da Parigi il sobborgo che porta il suo nome: «Non ho difficoltà a crederlo, Monsignore, è solo il primo passo che costa».
Loris Dalla MarigaPavia

Pavia, il caso di via Acerbi
finirà alla Corte dei Conti

Nel mio intervento in consiglio comunale, lunedi scorso, ho dato notizia dell'approvazione in giunta di una delibera da oltre un milione di euro. In questo importo è prevista anche la somma di 500.000 euro che servirà a pagare il costruttore che avrebbe dovuto realizzare l'impianto sportivo di via Acerbi, nonostante la mancata costruzione dello stesso.
Considerato che è ipotizzabile la responsabilità degli amministratori, chiederò che i documenti vengano inviati alla Corte dei Conti. Se la giunta non lo farà, provvederò personalmente.
Ho dato questa informazione perché ritengo giusto che i cittadini vengano informati su come sono spesi i soldi pubblici. Pertanto mi meraviglio che nell'articolo non sia stata colta l'importanza di questa affermazione e sia stato riportato un episodio certamente importante, ma secondario.
Preciso anche che per la sistemazione del centralino su 107.000 euro spesi dal Comune, l'importo recuperato dall'assicurazione è stato solo di 26.000 euro.
Walter Veltriconsigliere comunale Cantiere di Pavia

Ma i campi nomadi
sono obbligatori o no?

Sulla «questione nomadi» che sta tenendo banco nelle cronache pavesi in queste ultime settimane, credo si sia parlato molto e fatto molto meno di quello che effettivamente si sarebbe potuto fare davvero.
Non voglio criticare l'operato e le decisioni nè del prefetto di Pavia, nè del sindaco Piera Capitelli e men che meno il comportamento dei cittadini di Albuzzano, Pieve Porto Morone e del rione San Pietro in Verzolo, ma solamente sollevare una domanda a chi è istituzionalmente competente per poter rispondere ovvero: i campi nomadi regolari o irregolari che possano essere, sono realizzazioni obbligatorie per le municipalità italiane?
Mi chiedo veramente se esista in Italia una legge o normativa che obblighi concretamente i sindaci o i presidenti di Provincia ad istituire zone destinate all'accoglienza temporanea o permamente di roulottes e quant'altro i cittadini sono soliti vedere in circostanze del genere.
Tempo fa ho provato ad indirizzare questa domanda al sindaco Capitelli, protocollando regolarmente la missiva ma il risultato è di non aver ricevuto nessuna risposta al riguardo.
Paolo RanziniProgetto Lombardia, Pavia
Fanghi in agricoltura
La Provincia controlla cosi

Un articolo apparso sulla Provincia il 13 settembre scorso ripropone la questione dei fanghi in agricoltura: se, con soddisfazione, notiamo grande sensibilità - da parte dei cittadini e della stampa - rispetto alle problematiche dell'uso dei fanghi in agricoltura e alla tutela dell'ambiente, terremmo però a precisare un aspetto non secondario.
L'articolo adombra, infatti, una certa latitanza da parte della Provincia di Pavia - Assessorato Ambiente - rispetto alla vigilanza sul corretto uso dei fanghi in agricoltura.
Nulla di tutto questo, anzi. Ci spiace davvero che l'articolo non dia conto in nessun modo della politica di grande rigore avviata dalla Provincia sin dagli anni'90 in collaborazione con Arpa in ordine alla gestione e al controllo sull'uso dei fanghi in agricoltura.
Probabilmente c'è stato un vizio nostro di comunicazione. Probabilmente non siamo riusciti a rendere visibile il nostro impegno che, in una ideale graduatoria tra le province lombarde, non ci vede certo ultimi.
L'Assessorato e i suoi tecnici prestano una costante attenzione a che l'uso dei fanghi in agricoltura, che rappresentano una efficace alternativa all'uso dei fertilizzanti chimici, venga praticato nel pieno rispetto dei limiti di legge e secondo una griglia selettiva dei vincoli territoriali, cosi da non indurre né danni per l'ambiente, né rischi per il benessere e la salute dei cittadini.
La mappatura dei terreni, infatti, messa a punto dall'Assessorato, è lo strumento operativo efficace che ci permette di tenere costantemente sotto controllo il discrimine tra i terreni dove lo spandimento fanghi non pone particolari problemi e quelli dove questa pratica non è consentita.
Collaborazione con Arpa, mappatura dei terreni, Protocollo di intesa tra Provincia e le ditte produttrici di fanghi: tre strumenti per il controllo e la tutela dell'ambiente che mettono la Provincia di Pavia in linea con le realtà più avanzate.
C'è un certo interesse attorno alla nostra esperienza nel settore: lo dimostra la stessa Regione Lombardia con la quale stiamo collaborando attivamente per l'elaborazione delle nuove linee guida, propedeutiche alla prossima emanazione della legge regionale.
Ruggero Invernizziassessore provinciale all'Ambiente, Pavia

Pavia, rumori di notte
C'è anche Strada Nuova

Noto che anche dopo la pausa estiva si fa ancora un gran parlare del problema rumore, con via Siro Comi in testa alla classifica dei disagi e il locale «Sottovento» che torna a chiudere alle 23.
Ma come mai invece nessuno parla del problema di Strada Nuova, soprattutto per quanto riguarda il locale aperto 7 giorni su 7 fino alle 2 di notte? Che regala notti insonni condite da urla e canti di ubriachi, rottura di bottiglie e vociare generale fino alle 3 o più? Eppure non parliamo di una via secondaria, ma della principale.
Come mai nessuno si interessa di questo enorme problema (per i residenti) mentre si punta il dito su una via che, al confronto, ha forse un terzo degli avventori? Non sarebbe forse ora di prendere qualche provvedimento a favore anche di noi residenti di Strada Nuova?
Il sottoscritto è da due anni che ormai dorme con i tappi.
Lettera firmataPavia

Sommo e Zinasco, grazie
per il trasporto a Salice

Alle sottoscritte torna gradito far presente che anche questo anno i Comuni di Zinasco e Sommo, consociati dal 3 al 15 settembre, hanno attivato il trasporto gratuito a Salice Terme, a mezzo pullman, dei cittadini bisognosi di cure termali.
Pertanto, sicuri interpreti del sentimento di tutti i partecipanti alle cure, desideriamo far giungere, a mezzo del giornale, alle amministrazioni citate, di Zinasco e Sommo, il nostro sincero grazie, con la speranza che la lodevole iniziativa continui.
Graziella Lanterna e Paola Bidoni CallegariZinasco