Padoa-Schioppa: il male dell'azienda è la politica

ROMA.Il «vero male» di cui la Rai ha sofferto negli anni e di cui ancora soffre «è un rapporto con il potere politico che ne indebolisce la funzione civile, che limita la vitalità culturale e che la fa soffrire come impresa che opera nel mercato». Lo ha sostenuto Tommaso Padoa-Schioppa, durante l'intervento al Senato sulla vicenda Petroni.
Il ministro dell'Economia ha anche aggiunto che tutto questo accade nonostante «lo straordinario patrimonio di capacità professionali» di cui la Rai dispone. Una ricchezza a cui «il potere politico deve dare libertà e fiducia, non continui condizionamenti».
Padoa-Schioppa, fra le contestazioni del centrodestra, ha quindi sottolineato il fatto che il disegno di legge proposto dal governo per la riforma della Rai «per la prima volta da tempo immemorabile delinea una riforma che assicura vera indipendenza alla Rai. Altro che, come qualcuno ha insinuato, voler mettere le mani sulla Rai».
E ha accusato anche il Cda dell Rai che «non sempre», ha agito tutelando gli interessi dell'azienda. «Per un anno - sostiene infatti - la mia linea era stata di dare modo al vertice Rai, nominato nel 2005 (cioè sotto il governo Berlusconi, ndr), di operare in piena libertà e nell'interesse dell'azienda.
Ma cosi non è stato: ho dovuto constatare con rammarico che l'interesse della Rai come impresa, interesse del tutto compatibile con la sua natura di servizio pubblico, non é stata sempre la cura preminente del Consiglio».
Difende dunque la nomina di Fabiano Fabiani alla Rai: «Ho la certezza - ha detto - che svolgerà il delicato incarico assegnatogli con totale autonomia di giudizio, senza atteggiamenti di subalternità al potere politico o a parte di esso».