Telefonate, controlli anche sulle cabine
GARLASCO.Ormai non le usa quasi più nessuno. Ma i carabinieri spulceranno anche fra le chiamate partite dalle cabine telefoniche della città. I controlli incrociati sulle telefonate, effettuati in relazione alla vicenda di via Pascoli, esamineranno anche i tabulati delle telefonate effettuate dalle cabine pubbliche. Sebbene siano state praticamente messe in soffitta dai telefoni cellulari, le strutture di vetro con l'apparecchio all'interno sono ancora presenti nel centro abitato. Due, per esempio, si trovano a pochi passi dal palazzo municipale, in piazza della Repubblica e nell'attigua piazza Piccola, proprio a pochi metri dal comando di polizia locale. Un'altra si vede in via De Amicis, a ridosso del complesso ricreativo delle Rotonde, mentre un'altra ancora è collocata in via Bozzola, in pieno centro storico. Gli investigatori passeranno al setaccio tutte le telefonate in entrata e in uscita, effettuate nella zona di Garlasco il 13 agosto scorso e anche nei giorni successivi. E' molto raro ormai vedere qualcuno che entra in una cabina telefonica, aprendo la porta a vetri, poi alzare la cornetta e comporre il numero. Ma i carabinieri non vogliono lasciare nulla di intentato: nulla esclude, infatti, che l'assassino avrebbe anche potuto utilizzare una cabina pubblica per chiamare la casa di Chiara Poggi. Intanto, ieri il sindaco Enzo Spialtini si era detto favorevole ai controlli sulle telefonate. «Tutto ciò che può servire alle indagini mi trova concorde», dice. Di parere opposto l'assessore-avvocato Piercarlo Collivignarelli: «Mi dico scettico. Sono propenso a utilizzare le indagini ad personam». (u.d.a.)