Visco, l'indagine va archiviata

ROMA.Nel braccio di ferro con il generale della Guardia di Finanza, Roberto Speciale, il viceministro Vincenzo Visco ha avuto un comportamento «illegittimo», ma senza commettere alcun reato penale. Per questo motivo i magistrati romani che hanno indagato sulle presunte pressioni del viceministro sul generale delle Fiamme gialle hanno chiesto ieri l'archiviazione dell'inchiesta a suo carico.
Se il Gip accoglierà queste conclusioni si chiuderà cosi una vicenda che aveva infiammato la politica e portato il centrodestra a chiedere a gran voce le dimissioni del viceministro, anche se il pronunciamento della magistratura non chiarisce comunque tutte le ombre.
Visco era indagato per il reato di minacce e tentato abuso d'ufficio nell'ambito dell'inchiesta aperta sulle presunte pressioni esercitate sull'ex comandante generale della guardia di Finanza Roberto Speciale. Pressioni che dovevano essere finalizzate all'avvicendamento di alcuni ufficiali della guardia di finanza di Milano nella estate del 2006.
Nella decina di pagine che accompagnano la richiesta di archiviazione, firmata dal procuratore della repubblica Giovanni Ferrara e dal sostituto Angelantonio Racanelli, si sostiene in sostanza che quello di Visco sarebbe stato un comportamento illegittimo e da censurare, ma senza rilievi penali perché nessun avvicendamento di ufficiali si è poi verificato nei fatti.
«La valutazione della Procura di Roma sul viceministro Visco, il cui comportamento nel caso Speciale è stato giudicato illegittimo ma non penalmente illecito - accusa Fabrizio Cicchitto, vicecoordinatore di Forza Italia - mette il viceministro delle Finanze in una posizione assai imbarazzante, anzi insostenibile». Matteoli (An) è più esplicito e torna a chiedere le dimissioni. Richiesta inammissibile per Brutti (Ds), mentre Palazzo Chigi si astiene da commenti perchè attende appunto la decisione del Gip. Una parte della vicenda è inoltre da un paio di mesi anche al vaglio del tribunale dei ministri dopo la querela contro Padoa-Schioppa presentata da Speciale per diffamazione aggravata in relazione all'intervento fatto dal ministro dell'Economia al Senato e ritenuto dal generale offensivo e lesivo della propria reputazione.
Ieri Visco è stato intanto anche oggetto di una lettera minatoria fatta recapitare all'Agenzia delle entrate. La missiva, conteneva polvere da sparo lamellare e pallini di piombo utilizzati per le cartucce da caccia e un articolo di giornale del 28 agosto sul quale erano riportate frasi ingiuriose scritte accanto alla foto di Visco. (a.g.)