Borse entusiaste dopo la cura Fed

MILANO.La cura di Ben Bernanke è adrenalina pura per i mercati azionari. La decisione della Fed di tagliare il costo del denaro dal 5,25% al 4,75% ha portato un'ondata di acquisti. Da sempre, quando le banche centrali tagliano i tassi di sconto, le Borse festeggiano. Vuol dire che le imprese si possono approvvigionare (di denaro) a tassi più bassi e, dunque, dovrebbero riportare maggiori utili.
Il mercato era sicuro che un taglio ci sarebbe stato, ma i più prudenti erano arrivati a dire che sarebbe stato dello 0,25%. Invece la Fed ha voluto fare una sorpresa. Per la verità, sotto questa decisione, c'è dell'altro. E lo spiega la stessa Fed nel comunicato che ha accompagnato la decisione: «Restringere le condizioni del credito rischierebbe di intensificare la correzione del mercato immobiliare e, più in generale, di frenare lo sviluppo».
Insomma, la Federal Reserve con questa mossa spera di controbilanciare le conseguenze negative che si sono sviluppate con la crisi dei mutui subprime, quelli ad alto richio, che tanti americani non sono più riusciti a pagare in questi ultimi mesi. E una crisi del mercato immobiliare si sarebbe propagata ad altri settori, frenando lo sviluppo complessivo dell'economia. Adesso, con i tassi più bassi, molti americani potranno ripianare le loro posizioni con le banche, oppure rinegoziare i mutui a condizioni più vantaggiose.
La Fed, spiega nel comunicato, ha deciso il taglio dei tassi «anche se i rischi di inflazione nell'economia permangono». I mercati azionari, però, non hanno guardato per il sottile. La crescita è modesta, il petrolio è ai massimi e il costo del denaro è stato ridotto solo per venire incontro alla crisi dei mutui. Però, alla fine, il taglio c'è stato e tanto basta per brindare. Ha cominciato, in mattinata, Tokio che ha chiuso con un rialzo del 3,7% (dopo la decisione della Banca del Giappone di lasciare i tassi invariati allo 0,5%). In Asia, bene Seul (+3,5%), Hong Kong (+3,8%) e Sidney (+2,6%). In Europa i mercati sono partiti bene, ma gli acquisti sono aumentati con il passare delle ore. In Piazza Affari l'S&P/Mib sale del 2,32% facendo registrare il maggior rialzo, in una singola seduta, da inizio anno (e sono stati scambiati titoli per 7,34 miliardi di euro). In rialzo Parigi (+3,27%), Francoforte (+2,32%), Londra (+2,81%). Su questo mercato ci sono state vendite su Northern Rock, la banca che ha chiesto un prestito per far fronte alle difficoltà e dove i correntisti si sono presentati in massa per ritirare i depositi. Dopo le forti flessioni dei giorni scorsi e il parziale recupero di martedi, le azioni sono tornate a scendere (ieri del 16% a 257 pence) sulle voci di una possibile Opa al prezzo di 200 pence.
Comunque, Northern Rock a parte, ad aumentare l'ottimismo anche i risultati trimestrali delle banche Usa. Le cifre sono in calo rispetto a quelle dell'anno scorso, ma sono migliori delle previsioni. Questo ha dato slancio agli acquisti sui titoli bancari in Europa. A Milano le azioni del Banco Popolare sono cresciute del 5,44%.
Fra i titoli in evidenza, ecco Tenaris (+6,92%), ma anche Impregilo (*5,87%) e Lottomatica (+5,34%). Hanno letteralmente preso il volo i titoli Eni (+3,14% a 26,26 euro) spinti al rialzo dal nuovo record del greggio (82,51 dollari al barile ieri sera a New York).
A due ore dalla chiusura, Dow Jones a +0,44% e Nasdaq a +0,32%. In ribasso l'euro sul dollaro (a 1,3955 contro 1,3987 di martedi). (g.f.)