Si cerca la telefonata del killer di Chiara

GARLASCO. Controlli incrociati sulle telefonate effettuate dai protagonisti del giallo di via Pascoli. I carabinieri sono impegnati a spulciare migliaia di chiamate in entrata ed in uscita dai telefoni cellulari nella zona di Garlasco, non solo il 13 agosto scorso ma anche nelle giornate successive. Un lavoro molto duro che potrebbe permettere di scoprire particolari che sino ad ora sono sfuggiti. Qualcuno dei sospettati potrebbe avere a disposizione un secondo cellulare (oppure un'altra scheda), dal quale potrebbero essere partite chiamate interessanti per l'inchiesta.
Gli investigatori dei carabinieri credono molto all'indagine sulle chiamate partite dai cellulari. Il sospetto è che la persona che ha massacrato Chiara Poggi abbia chiamato qualcuno per chiedere aiuto nei minuti successivi al delitto. E' chiaro che spulciando nell'intreccio di chiamate, i carabinieri potrebbero risalire a particolari interessanti. In qualche telefonata ci potrebbe anche essere la chiave per la soluzione di un mistero sempre più fitto.
I carabinieri esamineranno anche tutte le telefonate partite dalle cabine telefoniche di Garlasco (ne sono rimaste poche) il 13 agosto e nei giorni successivi. Per evitare di essere intercettato, l'assassino potrebbe avere utilizzato una cabina pubblica. Sono tutte ipotesi che, per il momento, non hanno trovato conferme. Ma l'indagine continua su tutti i fronti e gli investigatori si stanno aggrappando ad ogni piccolo appiglio per trovare la strada giusta.
Intanto anche ieri sono stati interrogati alcuni amici di Alberto Stasi e di Chiara Poggi. Ma non sarebbero emersi particolari interessanti. Gli investigatori hanno smentito alcune voci che stanno girando in questi giorni. Prima di tutto non ci sarebbe stato nessun ritorno di fiamma tra Chiara ed un suo ex fidanzato. «Un fatto che non esiste», tagliano corto i carabinieri. E non c'è nessun riscontro nemmeno sull'ipotesi che qualcuno abbia dormito con Chiara la notte prima del delitto.
Intanto gli esiti degli esami dei Ris si fanno di nuovo attendere. Da Parma arrivano solo voci, sulle impronte e sul Dna ricavato da tracce ematiche, che vengono quasi sempre smentite. Per avere gli esiti definitivi degli esami di laboratorio bisognerà aspettare almeno dieci giorni.
La prossima settimana i Ris ritorneranno nella villa di via Pascoli. Sarà l'ultima ispezione (la sesta complessiva). Nel frattempo la verità scientifica, che ancora si attende, si basa su un'unica sequenza d'impronte: quelle rilevate lungo il muro della scala della taverna, e su una trentina di altre tracce ritenute molto «interessanti» dagli investigatori.