Anche a Casei si usa il messale di Pio V

CASEI GEROLA. Anche la parrocchia di Casei Gerola potrà beneficiare delle norme meno «restrittive» in merito all'uso del messale di Pio V, sulla base di quanto emanato di recente da Papa Benedetto XVI. La comunicazione arriva dal parroco, don Maurizio Ceriani.
«In base alle nuove disposizioni pontificie - spiega in particolare il parroco - il Messale Romano promulgato da Paolo VI, e riedito in due ulteriori edizioni da Giovanni Paolo II, è e rimane la forma normale e ordinaria della Liturgia Eucaristica della Chiesa cattolica di Rito Romano. Invece il Messale Romano promulgato da San Pio V, e riedito dal Beato Giovanni XXIII nel 1962, dovrà essere considerato come forma straordinaria per la celebrazione liturgica del Rito Romano e, come tale, potrà liberamente essere usato da qualsiasi sacerdote e richiesto dai fedeli». Non si tratta perciò di due riti, bensi di due forme dello stesso e unico rito. «Ma non si tratta nemmeno solamente di un ripristino della lingua latina. Infatti l'uso delle lingue nazionali non ha mai posto il veto all'uso del latino, che rimane la lingua principe della Chiesa cattolica, quella usata nelle celebrazioni papali in San Pietro e quella in cui sono stati editi i nuovi libri liturgici nella loro edizione tipica, poi tradotta nelle diverse lingue. È assurdo pensare che il messale di Paolo VI abbia abolito, o addirittura proibito, l'uso della lingua latina; anzi, proprio i documenti liturgici del Vaticano II e i recenti interventi in materia, sia di Giovanni Paolo II che di Benedetto XVI, hanno incoraggiato a conservare il latino nella celebrazione della Messa, almeno per la preghiera eucaristica».