Spunta Britten tra Donizetti e Verdi
PAVIA. Definita da molteplici elementi, a partire dall'ambientazione sonora in una romanticissima Scozia fatta di richiami dei corni, di mormorazioni, di timbri velati, 'Lucia di Lammermoor" - direttore Manlio Benzi, regia Dieter Kaegi, interpreti Javer Franco, Jessica Pratt, Camillo Facchino, Fabio Zagarella - come tutta la drammaturgia donizettiana, è quanto mai complessa, con uno scontro dei personaggi vivacissimo (benché nessuno dei ruoli sia particolarmente sfaccettato al suo interno) e, per una volta, con un finale 'maschile" (cioè senza il grande monologo della primadonna) di straordinaria bellezza. Se però esiste qualcosa che è solo di quest'opera, è il senso dell'estasi legato all'amore.
Nessuna eroina ama con la totalità esaltata di Lucia: 'Verranno a te sull'aure" non è solo un magnifico duetto d'amore, è un arco che si distende in un infinito cielo dove si è persa ogni forza di gravità. Spezzato questo amore, a Lucia non resta che la follia e la morte ( 26 e 28 ottobre 2007).La stagione lirica racconterà poi - diretta da Pietro Mianiti, con la regia di Hiroki Iharae gli interpreti Liping Zhang, Giuseppe Varano, Sergio Bologna, Lorena Scarlata, Simone Alberti- il triste feuilleton Madama Butterfly, forse l'esempio più alto della modernità di Puccini. Fra i momenti più belli dell'opera si contano il duetto finale del primo atto, abbandono sensuale e delicatissimo sotto una notte stellata giapponese; l'ineffabile 'coro a bocca chiusa" che é una pagina da antologia del decadentismo italiano; e il soliloquio finale della protagonista, di indicibile tristezza e chiuso da uno dei più laceranti accordi dell'intera storia dell'opera ( 9 e 11 novembre 2007). Ecco poi il Mozart di Cosi fan tutte- direttore Diego Fasolis, regia Mariano Dammacco, interpreti Diana Mian, Alessia Nadin, Gezym Myshketa, Emanuele D'Aguanno, Giuseppina Bridelli- l'opera che più di ogni altra rivela il suo secolo, delizioso e spietato. Insieme perfetto meccanismo geometrico, apologo sull'inconsistenza degli amori, resta la più tersa e la più misteriosa delle composizioni del salisburghese ( 22 e 24 novembre 2007).
Non solo una fra le più grandi e complesse creazioni dell'Ottocento musicale italiano, il Macbeth- presentato con la dirzione di Antonio Pirolli, la regia Andrea De Rosa, gli interpreti Vladimir Chernov, Roberto Tagliavini, Susan Neves, Nadiya Petrenko, Gustavo Casanova- è il capolavoro del giovane Verdi, l'opera nella quale egli si affranca dalle consuetudini del melodramma e spicca il volo, a raggiungere personaggi di grande complessità psicologica e morale. Opera di concezione nuovissima, è un prodigio di raffinatezza timbrica, strumentazione, stile drammatico ( 9 e 11 dicembre 2007). Ancora musica e follia, per la chiusura di stagione. Un binomio che, dopo Donizetti, torna con la progressiva alienazione insinuata dalla musica nella mente dei bambini nel Giro di vitedi Britten - direttore Jonathan Webb, regia Elio De Capitani, interpreti Angeles Blancas Gulin/Tiziana Fabbricini, Gabriella Sborgi, Antonio Giovannini, Beatrice Palumbo/Lucrezia Drei- nato sul racconto di Henry James, fatto di ombre, di cose non dette, di sospetti, di riverberi misteriosi ( 15 e 17 febbraio 2008).