Falso operaio Enel, maxi-truffa da 25mila euro
PIEVE ALBIGNOLA. Si è presentato alla porta di casa dopo aver presumibilmente seguito i due pensionati che avevano poco prima prelevato dall'ufficio postale 25mila euro; poi, con uno stratagemma ormai collaudato e spacciandosi per operaio dell'Enel, è riuscito a farsi aprire. Ha quindi inscenato una vera e propria pantomima 'ubriacando" di parole i due padroni di casa sino a che è riuscito a mettere le mani sul bottino e darsi liberamente alla fuga. La strategia adottata dal truffatore è di quelle già viste e che solitamente vengono ordite ai danni di anziani pensionati.
Come nel caso dei coniugi G.V. di 77 anni e di C.R. di 69, residenti in via Roma. E' probabile che il truffatore solitario abbia avuto modo di assistere al ritiro in posta della grossa somma in denaro, necessaria a saldare alcuni artigiani e muratori. Poco dopo lo sconosciuto, giovane e senza alcuna inflessione dialettale, si è presentato alla porta con una tuta dell'Enel. Scopo della visita verificare perché in quella casa si verificassero strani sbalzi di tensione. Marito e moglie hanno creduto ed hanno cominciato ad eseguire i comandi impartiti loro dallo sconosciuto che, a più riprese, ha chiesto che in tutte le camere della casa fossero accese le luci. Poi ha chiesto loro di aprire simultaneamente i rubinetti per poter eseguire un'ulteriore verifica. Non potendo, sino a quel momento, sbarazzarsi della presenza dei due pensionati, il presunto operaio Enel ha seguito una terza via: ha detto loro che sarebbe stata necessaria una verifica sulle banconote ritirate in posta perché alcune di esse sarebbero state vistosamente false. Insomma, una serie di tentativi, tutti vani, perché i padroni di casa potessero in qualche modo svelare il luogo dove avevano nascosto i 25mila euro in contanti prelevati solo qualche ora prima. Il raggiro è andato a segno quando lo sconosciuto è riuscito a separare marito e moglie, mandando il primo al piano terra per verificare i rubinetti della cucina e la donna nel bagno per un'analoga verifica. Il rumore dell'acqua ha cosi coperto l'azione di ricerca del truffatore che è riuscito a rovistare in più camere. E in un armadio della camera da letto, a pochi metri dal bagno dove la donna teneva a bada i flussi dell'acqua corrente, ha trovato il bottino. Il tempo di precipitarsi all'uscita e darsi quindi alla fuga con il malloppo. I due padroni di casa, una volta trascorsi diversi minuti a sorvegliare i rubinetti aperti, hanno capito che in casa del presunto operaio non c'era più traccia.
Paolo Calvi