Milan, attento a Rui Costa
MILANO. Il Milan in Europa vuole tornare grande dopo i due pareggi consecutivi in campionato. La squadra rossonera esordisce oggi (ore 20.45) in Champions contro il Benfica al Meazza. L'unico problema è legato alle condizioni di Pirlo (polpaccio). Sta meglio Kakà, che dovrebbe giocare dal 1': «Siamo campioni d'Europa e il nostro obiettivo resta quello di arrivare in finale, ma ripetersi è sempre difficile», dice Ancelotti. Oggi è probabile lo schieramento con Inzaghi unica punta, con alle sue spalle Kakà e Seedord. In porta Dida, difeso ieri da Ancelotti dopo l'errore di Siena.
«I portieri sbagliano - dichiara Ancelotti - Abbiamo totale fiducia in Dida anche se ogni tanto incappa in qualche errore». Ha voglia di giocare l'altro brasiliano Kakà: «Sono molto concentrato per la sfida con il Benfica - dice - voglio raddoppiare la Champions. Questa è una impresa per pochi e io e tutti i miei compagni davanti alle sfide difficili ci esaltiamo». Di fronta la squadra dell'ex Rui Costa. Tra i titolari anche Rino Gattuso: «Ho un animale dentro di me». Cosi si è definito alla stampa spagnola che ieri, in un'intervista pubblicata da El Pais ha voluto conoscere da vicino il centrocampista calabrese del Milan.
Il sogno di tutti è vincere due volte consecutive la coppa. L'ultima squadra a riuscirci è stato proprio il Milan (1988-89 e 1989-90): «La Champions è importante - sottolinea Ancelotti - ma quest'anno abbiamo anche la Coppa del Mondo, che è altrettanto allettante». Attenzione ai portoghesi: «Ha ottime qualità offensive con diverse soluzioni, l'abbiamo vista sia nelle qualificazioni di Champions che in questo inizio di campionato portoghese».
Domani sera toccherà alla Roma, che si trova capolista solitaria in campionato e vuole fare grandi cose anche in Europa. L'esordio è all'Olimpico con gli ucraini della Dinamo Kiev. In Europa c'è da cancellare l'1-7 dello scorso anno incassato a Manchester. Con Mancini, Pizarro e Cininho non ancora al 100%, il tecnico dovrebbe continuare a dar fiducia a Cassetti, Aquilani e Juan. E proprio il brasiliano l'uomo chiamato a Trigoria per far dimenticare Chivu, è una delle note più positive di questa nuova Roma.