Adsl, protesta contro Telecom

PAVIA. La città dei saperi, la città con un prestigioso ateneo, la città che punta alla tecnologia, al terziario avanzatissimo. La città che fatica, lasciato il centro storico, ad avere una linea Adsl. Ossia, una connessione veloce a internet che, per molti, è un'abitudine come il telefono cellulare. Pochi cavi, pochi investimenti, centraline intasate. Telecom investe con prudenza e una parte della città non è in grando di avere il servizio. Le centraline sono in centro storico e in via Vigentina, i rioni più distanti (San Pietro, Mirabello e San Lanfranco) sono solo parzialmente raggiunti.
Difficoltà anche in altre zone, ma non per mancanza di cavi, quando per il numero molto alto di richieste. «Mancano i cavi, le centraline ci sono - ci dice un tecnico che ovviamente chiede l'anonimato -. Ma non puoi utilizzare i cavi della fonia che sono già conciati male, spesso con amplificatori di segnale. Insommma, è un problema di affollamento. E poi si fa poca manutenzione alla rete...». L'alternativa? Sperare e attendere, come ha fatto San Genesio che, presto, dovrebbe finalmente essere raggiunta dall'Adsl. Impossibile rivolgersi a FastWeb, che arriva dove arriva l'Adsl, e quindi è concorrente ma non alternativa sotto il profilo dei cavi.
Per i nuovi abitanti di Pavia, per chi ha appena comprato una nuova casa, magari in periferia, il collegamento Internet ad alta velocità diventa parte imprescindibile della casa. Eppure sembra che questo diritto sia negato ad alcune famiglie residenti in via Ortaglia Ospedale, a nord della città. Il problema è semplice: la centralina Telecom della zona è satura di linee. Nessuna connessione. Niente contratto Adsl, da nessun gestore. La zona si sta ampliando, oltre alla cascina ristrutturata dove abitano i signori Lamieri, nei dintorni stanno costruendo una nuova palazzina: «Ci andranno ad abitare almeno una ventina di famiglie», commenta Anna Laudani, la moglie. Che fare? La decisione spetta a Telecom. «Mi sento una discriminata - prosegue la signora - perchè la città è dotata di un servizio che a me viene negato». Il vicino dei Lamieri ha comprato casa qualche mese prima di loro. Ora ha una connessione Internet ad alta velocità: «E' stato fortunato - continua la signora - ha preso l'ultimo posto libero alla centralina». Oltre il danno, la beffa. «Abbiamo provato a contattare Telecom più volte - racconta - ma non hanno mai saputo darci delle indicazioni precise sui tempi di ampliamento della centralina. La nostra speranza è il centro commerciale che stanno costruendo qui vicino: immagino che avranno bisogno di collegamenti Telecom. Quindi dovrebbero costruire una nuova centralina». Ma la storia non termina qui. «Ci contattano spesso dei call center - prosegue - chiedendoci se vogliamo attivare l'Adsl. Parlano addirittura a nome di Telecom. Noi ovviamante rispondiamo di si, ma che abbiamo dei problemi. E loro rispondono che è impossibile perchè noi viviamo a Pavia e la città è cablata». Poi però al momento di concludere il contratto salta fuori sempre lo stesso motivo. «Ci aveva contattato anche un altro operatore: ci ha proposto l'Adsl. Avevamo già in mano tutti i documenti, dovevano solo spedirci il router. Hanno chimato e ci hanno detto: 'Non possiamo. Non avete la linea"». Il problema della centralina infatti è alla base. Se non si risolve, le famiglie interessate non potranno richiedere il servizio nemmeno da parte di un altro operatore. «Siamo un ago in un pagliaio - ricorda Sara Laudati - perchè è una problema che riguarda solo due famiglie della città». Cittadini che hanno comprato una casa, nuova. In un quartiere che si sta ampliando. Presto non sarà solo un problema di due famiglie.
(ha collaborato Maddalena Montecucco)