«Ma noi non lo applichiamo»

TRAVACO'.Il blocco auto ordinato dalla Regione non fa presa sul sindaco di Travacò, Ermanno Bonazzi. Anzi, lo fa arrabbiare.
Applicherete lo stop dei veicoli più inquinanti?
«O blocco le persone in casa, oppure non so cosa fare. Quindi non penso di attuare il provvedimento. Farò resistenza passiva».
Si spieghi meglio
«In città ci sono trasporti urbani e quindi possibilità di muoversi comunque. Noi abbiamo sette frazioni che dipendono da un'unica strada: le Colonne, Valbona, Boschi, Mezzano, Chiavica, Frua, Battella, la Rotta e Travacò centro. Dunque è impossibile controllare che il provvedimento venga rispettato. Ad esempio, se gli abitanti di Travacò vogliono prendere l'autostrada, che ha lo sbocco a San Martino, devono poterlo fare, quindi circolare fino a quel punto. Se io chiudo al traffico l'unica strada che lo permette nego loro questa possibilità. Nessuno di chi a Milano ha deciso questi provvedimenti, ha pensato di studiare i territori».
Avete esposto il problema?
«Molte volte, ma inutilmente. Diciamo che sarebbe meglio che prima risolvessero il problema del campo nomadi, indecente, di viale Bramante, trasformandolo in parcheggio a tre piani. Il resto verrebbe da sè».
Allora siete contrari alle misure anti-smog...
«Siamo favorevolissimi, invece. Ma vorremmo vederci proporre soluzioni vere, non demagogiche».
E non osservando la delibera regionale cosa rischiate?
«So che se la mettessimo in pratica ci troveremmo la rivolta in casa, ma in quel caso sarei io a guidarla».
Cosa hanno risposto fino ad ora Comune e Provincia alle sue critiche?
«Non ho mai avuto il piacere di avere una risposta. Hanno detto solo che il blocco non si estende a tutta la giornata. Ma che c'entra? Una persona che deve andare al policlinico o in città per una visita medica programmata deve spostarla per il blocco del traffico?»
Quindi?
«Noi diciamo: rendetelo attuabile e saremo disponibili». (d. z.)