Prodi: l'Irpef per ora non si può tagliare
ROMA. Le tasse? «Per ora non diminuiranno. Non ci sono risorse per la modifica delle aliquote Irpef». Il V-Day? «Io non sono come un valium. Sono sveglio come un grillo». Stanco dell'ironia che Beppe Grillo gli ha riservato nel suo «vaffa-Day», Romano Prodi si presenta negli studi di Porta a Porta e passa all'offensiva. Il Professore viene descritto come uno che si addormenta davanti ai suoi interlocutori? La risposta è pronta. «Bisogna fare le cose con calma e serenità. Non si può dirigere un paese come se fosse spettacolo» replica il premier, che dice di non sapere quanto prenderebbe ora alle elezioni il comico genovese e lo invita a passare dalle critiche alle proposte. «Grillo ha dichiarato di presentarsi alle elezioni e adesso cambia tutto. Deve dirci cosa vuole fare nelle città, cosa vuol fare con i lavavetri, come vuole organizzare i trasporti urbani. Ora comincia il Grillo 2».
La fase in cui «deve fare scelte, deve misurarsi con le esigenze concrete dei cittadini e dirci cosa propone. Questa è la politica» spiega il presidente del consiglio che boccia la critica fine a se stessa e ricorda che le parole del comico non sono «nuove» nella storia.
Prodi attacca l'antipolitica che domina le piazze e difende l'operato del governo. I politici guadagnano troppo e per questo vengono condanati dai cittadini? Prodi ammette che il problema esiste e rivendica i provvedimenti adottati: «Qualcosa abbiamo cominciato a fare ma la stampa non dice che abbiamo deciso di tagliarci lo stipendio del 30 per cento. Dobbiamo essere obiettivi». In cima ai pensieri del Professore non c'è solo il «V-Day». Il patto sul Welfare bocciato dalla Fiom e criticato da Rifondazione Comunista rappresenta una «mina» per il governo? «Decideranno i lavoratori con il referendum. Io sono tranquillo. Non vedo pericoli di deflagrazione» risponde Prodi che «ora» non crede nella necessità di un «rimpasto» nel governo. L'aumento dei prezzi dei generi di prima necesità fa infuriare i cittadini e la richiesta di abbassare le tasse non viene solo dalla Cdl. Davanti a questi problemi, il capo del governo prova a fornire una risposta. E la prima indicazione riguarda proprio il fisco: «Non salirà la pressione fiscale e ci sarà qualcosa di buono per strade e ferrovie». Vespa chiede se ci sarà in questa finanziaria la riduzione delle aliquote per le persone fisiche ma la risposta del premier «gela» le attese di chi si aspetta uno «sconto» già dal prossimo anno come Fassino e Rutelli. «Subito no, stiamo studiando, ma adesso non ci sono ancora risorse per arrivare a questo» taglia corto Prodi che ricorda come la lotta all'evasione fiscale stia cominciando a dare «frutti» e promette che i risultati dovranno andare a «beneficio» dei consumatori. Per le imprese, invece, il programma del governo prevede «meno incentivi e più sconti fiscali».
Quanto al carovita, Prodi striglia il mondo del commercio e promette una maggiore sorveglianza da parte del governo. «La farina costa 41 centesimi al chilo, il pane costa 5 volte tanto. Questo vuol dire che sui prezzi» accusa il premier «si approfittano un po' troppo dell'aumento di alcune materie prime». Quel che è certo è che la quotidiana richiesta di elezioni anticipate da parte della Cdl non preoccupa neanche un po' l'inquilino di palazzo Chigi, che dice no alle elezioni anticipate e assicurà che durerà per una intera legislatura: «Ci siamo imposti di stare cinque anni al governo e ci impegniamo a farlo. La mia è una previsione politica».
Di scogli sul cammino del governo ce ne sono comunque parecchi. L'Ici sarà tagliata con la finanziaria, come chiede Rutelli? La risposta è evasiva: «Non le dò un annuncio prima di aver lavorato insieme al governo e alle parti sociali...». Sulla sanità, invece, il messaggio del governo è più rassicurante: «L'obiettivo è che gli esami sanitari si facciano entro 72 ore. Quanto al ticket, non va usato come strumento di esclusione. Questo creerebbe un vero danno alla salute». E sull'immigrazione irregolare? Quel che conta è la «certezza della pena» perché «l'idea di poter essere impunito spinge al reato».