Riviste-patacca, truffa degli abbonamenti

VOGHERA. Una truffa particolarmente insidiosa e odiosa, messa a segno ai danni di anziani o di persone che molto spesso hanno già grosse preoccupazioni finanziarie o che si sono viste presentare un «conto» salato dal fisco. Da alcuni giorni si sono rivisti davanti agli uffici dell'Agenzia delle Entrate, in via Ricotti a Voghera, i «piazzisti» delle riviste giuridico-finanziarie: abbordano i contribuenti che escono dagli uffici e propongono con fare insistente costosi abbonamenti a queste pubblicazioni. La tecnica è sempre la stessa: le riviste vengono presentate come pubblicazioni del Ministero delle Finanze (e non è vero). Ma la carta vincente è un'altra: i truffatori fanno chiaramente capire che il fisco dimostrerà benevolenza nei confronti di chi si abbona.
Al contrario - è lo spettro agitato dai truffatori davanti alle vittime - chi non vuole saperne di abbonarsi verrà bollato come «insensibile» alle tematiche di un corretto rapporto con il fisco e quindi «potenzialmente evasore». Argomenti che non mancano mai di preoccupare ulteriormente chi è appena uscito dagli uffici finanziari, magari per domandare spiegazioni su una cartella esattoriale particolarmente cospicua, o per chiedere una dilazione del debito. La presenza dei truffatori è stata segnalata a Voghera da pochi giorni: non stazionano in permanenza in via Ricotti (per evitare di finire nelle mani della Guardia di Finanza, che ha il comando proprio li dietro) ma fanno puntate rapide, soprattutto nei giorni e nelle ore di maggiore affollamento dell'esattoria. La loro tecnica non è certo una novità: ci sono segnalazioni da tutta Italia. I piazzisti sono in borghese, ma esibiscono falsi tesserini da agenti della Guardia di Finanza o da dipendenti del Ministero delle Finanze: di fatto tanto velocemente da rendere impossibile la lettura del documento. Spesso hanno anche cartelline, moduli e fogli di carta intestata con i loghi «giusti»: ma la vera GdF e la vera Agenzia dell'Entrate, naturalmente, non c'entrano nulla. Le loro vittime sono le solite, le più indifese: persone anziane e casalinghe sole. La tariffa varia di caso in caso, e viene calibrata in base a determinate variabili: la capacità di spesa della vittima (su questo i truffatori hanno l'occhio clinico) e soprattutto la quantità di «paura» che le vittime dimostrano davanti all'eventualità di essere «invisi» al fisco. Ultimo capitolo quello che riguarda proprio le riviste: esistono e vengono in effetti spedite a chi sottoscrive gli abbonamenti. Gli esperti del settore, però, sono concordi nel definirle prodotti di nessuna utilità, realizzati con la tecnica del copia e incolla da quotidiani finanziari e altre riviste giuridiche: oltre che completamente prive di alcuna ufficialità, naturalmente. Anche se le segnalazioni si moltiplicano, la GdF e le altre forze dell'ordine non hanno ancora ricevuto vere denunce. Le fiamme gialle, però, lanciano l'appello: chi viene avvicinato da questi truffatori davanti all'Agenzia delle Entrate, può chiedere aiuto negli adiacenti uffici della Gdf. Se invece si trova lontano dalla caserma, è sempre disponibile il numero telefonico 117.