Di Bella: «Io ignorato»

PAVIA. Dall'amara spedizione azzurra in Spagna, Fabio Di Bella è tornato giovedi mattina per ripartire subito la sera per Bologna e aggregarsi alla sua Virtus già al lavoro. E' tornato indurito, amareggiato e, per la prima volta, forse un po' meno entusiasta di quel mondo che ama da sempre. Appare probabile che per lui non ci sarà più posto in nazionale in futuro a meno di ecatombe impensabili nel suo ruolo o di una sua stagione prossima «da americano» in Italia e in Euolega. Di Bella ha giocato pochissimi minuti all'europeo, cambio di quel Bulleri che ha senz'altro goduto di maggior attenzione da coach Recalcati, che se non ha mai pensato alle dimissioni dopo il ko con la Germania, resta comunque in forse nonostante un contratto in scadenza nel 2009. Quel che non è in forse è che dalle qualificazioni per il prossimo europeo si aprirà un ciclo nuovo. Intanto però Di Bella ha opinioni precise sul disastro spagnolo. E non le manda a dire.
Fabio, quanto è grande la delusione dopo l'Europeo?
«Più che deluso sono amareggiato, sia per il risultato, sia sul piano personale. Ma la nostra eliminazione in questo modo non è casuale, non consente recriminazioni. E' un'eliminazione pienamente meritata e l'amarezza più grande è non poter difendere l'argento alle Olimpiadi».
Quali sono state le vere cause di questa disfatta?
«Il nostro è stato l'Europeo che definirei del piattismo. Abbiamo lavorato duro per due mesi e non è stato certo un periodo breve, ma non c'era entusiasmo, non c'erano emozioni in squadra e nessuno ha saputo trasmetterle al gruppo, neanche dal di fuori. Un anno fa ai mondiali in Giappone avevamo vissuto tutto un altro clima».
Belinelli ha giocato forse una partita vera in tutto, Bargnani neanche quella, ma Recalcati li ha sempre aspettati. Quanto conta il loro approdo in Nba?
«Fa parte delle cose quotidiane dello sport e della vita. La realtà è che, sebbene la squadra non riuscisse mai a fare un vero passo avanti ed abbia sostanzialmente giocato allo stesso modo e con le stesse difficoltà per tutte le gare disputate, il ct aveva comunque deciso di giocarlo con soli otto uomini e non ha mai cambiato nulla».
E allora veniamo alla sua delusione personale...
«Io facevo parte dei quattro che hanno giocato poco o mai. Ma da me e da noi si pretendeva che si entrasse a cambiare le partite giocando non più di due minuti e oggettivamente mi pare altamente improbabile. Mi ero guadagnato il posto in Spagna lavorando e, credo, soprattutto dopo la partita in preparazione a Bamberg quando abbiamo battuto in casa sua la rimonta. Avevo giocato bene soprattutto quella gara, insieme ad altri, ed avevo dimostrato di meritare spazio e convocazione. Per questo sono molto deluso, l'ho assaggiato poco o niente questo Europeo».
E per di più ora rischia di essere tra gli 'azzerati".
«Io continuerò come sempre a fare il massimo nel mio club in ogni circostanza. La prossima pagina è il campionato, ma anche la mia prima volta in Eurolega con Bologna. Se starò bene e giocherò al massimo, non vedo per quale motivo dovrei ritenermi senza futuro in azzurro».
Recalcati le ha mai dato spiegazioni circa questo suo ridottissimo utilizzo?
«Assolutamente no».
Forse mai come stavolta è stata cosi palese la diversità di trattamenti e giudizi riservati dagli addetti ai lavori, spesso indulgenti con i mancati protagonisti.
Come l'ha vissuta?
«Vede, io non ho un passato glorioso, non ho una storia di club blasonati nella mia carriera se non ora che sono alla Virtus. Sono arrivato tardi alla nazionale, senza mai esser stato prima convocato nelle varie nazionali giovanili. Sono cose che contano, che fanno immagine e differenza nei giudizi, che inevitabilmente influenzano quanti, dentro o fuori, fanno parte dell'ambiente. Certo, le vivo e le sento anch'io tutti i giorni, ma fanno parte del mio lavoro».
Cosa le resta di questa avventura?
«Comunque la soddisfazione di esserci stato, di aver saputo arrivarci a dispetto di cinque mesi di stop per infortunio. E anche un Europeo da due minuti a gara indurisce e aiuta a crescere».
Fabio Babetto Spagna ok.La Spagna è la prima finalista dell'europeo. Gli iberici (Gasol e Navarro 23 pt) hanno battuto 82-77 la Grecia (Spanoulis 23).