Un italiano su due rivuole le case chiuse
ROMA.No al mercato del sesso ai bordi delle strade. Si alle «case chiuse». Si pronuncia cosi il 53% degli italiani, dato che sale al 59% tra coloro che si definiscono «cattolici non praticanti». Lo pensano per la maggior parte gli uomini (57% del totale) e gli elettori di centro-destra (64%). E' quanto emerge da un sondaggio dal quotidiano «La Stampa», realizzato dall'Istituto Piepoli su un campione di 500 persone (maschi e femmine dai 18 anni in su, di varia estrazione politica e confessione religiosa) rappresentativo della popolazione della Penisola.
Nel dibattito sulla prostituzione si inserisce anche chi concorda con l'incriminazione dei clienti (solo il 19%, che diventa però 23% tra i cattolici che vanno regolarmente a messa). Un'esigua minoranza (11%) vuole rendere illegale l'amore a pagamento, mentre ancora più piccola (6%) è la quota di coloro che vorrebbero fossero legittimati i «parchi del sesso». In Italia gli habituè del sesso a pagamento ammontano a nove milioni. Per loro gli italiani non ammettono sconti, specie se consumano rapporti con minori. La quasi totalita' del campione (82%), in prevalenza quanti si identificano negli ideali del centro-sinistra (66%), si schiera, infatti, a favore della proposta, sostenuta da diversi amministratori locali, di far incriminare i clienti delle «baby-lucciole» per violenza sessuale contro i minori. Gli intervistati, invece, si dividono sul trattamento da riservare ai clienti delle prostitute adulte. Il 33% invoca anche per loro una condanna penale (percentuale che si dimezza al 17% tra i cattolici praticanti). Uguale la percentuale di chi giudica sufficiente una sanzione (che scende al 30% tra i credenti). Sia nell'uno che nell'altro caso si tratta, in prevalenza, di seguaci del centro-sinistra.