Minorenni in fuga dalla comunità
VOGHERA. Due minorenni, due ragazzine di neppure 16 anni in fuga da un centro di accoglienza vogherese: una è stata trovata pochi giorni dopo a Palermo, dalla madre; l'altra è rientrata nella struttura protetta di Voghera dopo avere trascorso sei giorni da sola, non si sa dove. Una situazione potenzialmente pericolosa per le due ragazzine, che la Polizia vogherese ha risolto a tempo di record.
Rimane un piccolo «giallo»: dove si è rifugiata, per sei giorni, la ragazzina rimasta a Voghera? Cosa ha fatto per tutto questo tempo? Chi l'ha ospitata? Probabilmente chi l'ha accolta in casa si è reso conto che stava commettendo un reato solo quando ha sentito attorno a sè la morsa della polizia, e si è liberato di un'ospite scomoda e pericolosa: costringendo quindi la ragazza a tornare al centro di accoglienza. Dal canto suo la ragazzina si è chiusa in un mutismo assoluto e non vuole rivelare a chichessia cosa ha fatto e dove è stata.
Tutto comincia la settimana scorsa, quando il direttore del centro di accoglienza chiama la polizia per segnalare la scomparsa di due giovani ospiti. Agli agenti, l'operatore sociale racconta la storia delle due ragazze. Clara e Beatrice (le chiameremo cosi) sono due 15enni, residenti nell'hinterland milanese: hanno grossi problemi familiari, non possono più stare con i genitori. Il tribunale dei minori di Milano ha quindi deciso di allontanarle dai parenti e di affidarle a una comunità protetta, lontana da casa ma non troppo: Voghera è il posto ideale. Forse però, le due 15enni sentono nostalgia degli affetti familiari, oppure la vita di comunità semplicemente non fa per loro. La settimana scorsa le due amiche decidono quindi di allontanarsi dalla casa protetta e fanno perdere le proprie tracce. Dopo avere ricevuto la denuncia di scomparsa, la squadra volante si mette in cerca delle due ragazze. I poliziotti battono Voghera palmo a palmo, con la foto di Clara e Beatrice sul cruscotto. Gli agenti si recano in tutti i posti e i luoghi di ritrovo frequentati dai giovani a Voghera, interrogano gli altri ospiti della casa di accoglienza, fermano adolescenti e ragazzi per mostrare la foto delle due scomparse e chiedere se le conoscono. Tre giorni dopo da Palermo arriva una telefonata: è la mamma di Beatrice, racconta che la figlia l'ha raggiunta in Sicilia. Il come è un mistero, visto che la ragazza al momento di fuggire non aveva denaro con sè. Resta il giallo di Clara, che sembra sparita nel nulla. I poliziotti confidano però che il loro paziente lavoro di «pressione» possa servire a qualcosa, e hanno ragione: l'altro pomeriggio Clara ritorna alla casa protetta. Ha i vestiti in ordine, è pulita, non è denutrita: segno che ha dormito in una casa vera, dove ha potuto cibarsi. Al personale, Clara si limita a spiegare di essere rimasta a Voghera: ma non dice di più.