Prove nulle e test da rifare a Catanzaro
ROMA. Prove da annullare e test da rifare a Catanzaro, vanno invece esclusi dall'esame gli studenti che «hanno comprato le risposte» a Bari e urgono verifiche da parte della procura sulla congruità dei risultati a Messina. Queste le richieste del ministro dell'Università, Fabio Mussi, ai rettori degli atenei coinvolti nello scandalo dei «quiz di accesso truccati» a Medicina. E da Catanzaro e Bari hanno già risposto: lo faremo. Non ci sarà un annullamento a livello nazionale dunque, perchè, ha spiegato il ministro, la cancellazione delle prove «non è nel mio potere, ma in quello dei rettori».
«I furbi e i truffatori saranno combattuti con tutte le forze e se i professori hanno organizzato una truffa non avrò pace finchè non li vedrò cacciati dall'università» ha assicurato Mussi riferendosi allo scandalo di Bari, Ancona e Chieti. «Ci sarà la costituzione di parte civile del governo - ha aggiunto - e chiederemo ai rettori e alla Corte di disciplina del Cun il massimo della severità per liberare l'università dai corrotti». Per indagare sullo scandalo è poi stata anche attivata una collaborazione con Achille Serra, Alto commissario per la prevenzione e il contrasto alla corruzione nella pubblica amministrazione. Dal canto suo il rettore di Bari Corrado Petrocelli ha già fatto sapere che è deciso a cacciare non solo gli studenti colti in flagrante (già 21 quelli denunciati che ora potrebbero essere indagati), ma anche i medici conniventi e ha chiesto all'Ordine professionale di valutare la possibilità di radiarli.
A Catanzaro, ha ricordato il ministro, qualcuno ha aperto le buste con i test prima dell'esame che quindi è da rifare. D'accordo con lui il rettore Francesco Saverio Costanzo e, da quanto si apprende, saranno ripetute non solo le prove di Medicina anche quelle di Odontoiatria e Veterinaria. Quanto a Messina, Mussi ha parlato di una «sospetta anomalia statistica»: «Quando c'è una sola università in cui il punteggio di 70 o 60 supera la metà di tutti i 60/70 ottenuti su scala nazionale sospetto che qualcosa non sia andato per il verso giusto». Per questo «invierò gli atti alla Procura perchè verifichi».
Per quanto riguarda infine gli errori nei test, il ministro ha spiegato che «non esistono i presupposti giuridici per annullarli in tutte le sedi». Insomma quel che è successo «non può inficiare la validità del concorso nazionale» anche perchè «sarebbe una ingiustizia per tutti coloro che si sono comportati correttamente». E' però comunque «molto grave - ha aggiunto - che una commissione di illustri professori chiamata a formulare 80 quiz possa averne sbagliati due. Si tratta di una percentuale intollerabile. Fortunatamente questa commissione ha esaurito il suo compito».
E mentre a Catanzaro si annuncia già una pioggia di ricorsi e in tutta Italia le associazioni studentesche, che chiedevano l'annullamento nazionale, si preparano a protestare, intanto Mussi ha ribadito che «occorre rivedere il sistema delle regole di ammissione e i metodi di selezione». Si punta a «rivedere alcuni numeri chiusi» e a ridurli «drasticamente» legandoli, dove possibile, al vincolo di un'autorizzazione ministeriale. E in vista c'è anche un nuovo sistema di garanzie sulla riservatezza dei dati perchè «quello attuale mostra falle e debolezze». (m.v.)