Una corriera «fantasma». Ben pagata


CERTOSA. Che fine hanno fatto i 2300 euro versati dal Comune per avere un servizio di trasporto dal monumento a Pavia, mai in realtà entrato in funzione? A risollevare la questione è la minoranza, che in un'interrogazione presentata ieri chiede al sindaco notizie del pullman-fantasma, ossia la corriera che doveva collegare monastero e capoluogo e che in realtà non si è mai visto. Dal 2004.
Insomma, archiviato il problema delle pietose condizioni del viale (dopo la riasfaltatura dei giorni scorsi) subito si apre un secondo fronte: corriera-fantasma fra Pavia e Certosa, un servizio essenziale per il turismo mai entrato in funzione. L'antefatto. Il collegamento è tuttora limitato alla linea ordinaria della Sila, che però ha la fermata sull'ex statale. C'è poi circa un chilometro a piedi da fare per arrivare al monumento. L'altra possibilità è la stazione, anch'essa lontana circa mezzo chilometro dall'abbazia. Per questo, già nel 2004, Certosa aderi ad una convenzione, promossa da Pavia, per creare appositamente un adeguato collegamento fra capoluogo e monastero. Tutti d'accordo, pronti via. Poi cosa è successo, lo racconta il capogruppo di opposizione, Massimo Zucca, nell'interrogazione. «Il protocollo d'intesa fra i Comuni sottoscritto il 5 agosto 2004, avente per oggetto il servizio di area urbana, in particolare il collegamento pullman Pavia centro-Monumento, prevedeva due corse giornaliere, dal martedi alla domenica, per 312 giorni all'anno - spiega -. A questo punto vorrei sapere perchè il servizio non è stato ancora attuato. E, di conseguenza, se è stata chiesta la restituzione della somma versata da Certosa, 2340 euro, per il periodo settembre-dicembre. Del 2004, ovviamente». Il documento sottolinea poi l'altro problema, cioè «l'attuale mancanza di mezzi di linea che collegano Pavia la monumento» dice Zucca. «A questo punto, mi piacerebbe sapere anche quali sono i problemi che impediscono l'attuazione del servizio e se il sindaco, in merito, ha chiesto informazioni agli organi competenti». Ecco la risposta del sindaco, Bruno Garlaschelli, sulla vicenda: «Anche noi, per la verità, aspettiamo che ci dicano qualcosa. La convenzione è ancora attiva. Anche se, ovvio, non abbiamo più pagato alcuna cifra visto che effettivamente il servizio non è mai entrato in funzione. Ma sul perchè, bisognerebbe chiederlo a Pavia, non a noi. Oltrettutto, se proprio vogliamo dirla tutta poi, è un problema che riguarda più Pavia che Certosa, dal momento che si tratta di un collegamento turistico fra il capoluogo e l'abbazia. Anche se, devo dire, a noi comunque interessa di rimanere nell'area urbana. Ma le risposte le deve dare il Comune di Pavia».

Giovanni Scarpa