«Non cementifichiamo anche viale Gramsci»

ROBBIO. Anche il tratto finale di viale Gramsci potrebbe essere cementificato con la costruzione di villette e palazzine. Almeno cosi prevede il nuovo piano di governo del territorio, secondo l'ipotesi avanzata dall'architetto Aldo Besate, estensore dello strumento urbanistico. E' il tratto verso la Circonvallazione, sul lato di piazza Di Vittorio, ora occupata da un boschetto e da qualche appezzamento agricolo, ultimo residuo dei numerosi campi che fino a vent'anni fa circondavano, ancora numerosi, l'importante asse viario su entrambi i lati, fino all'incrocio con la ex-statale dei Cairoli.
Se n'è accorta Caterina Baioccato, leader dell'opposizione per il gruppo 'Robbio che cambia", esaminando documenti e carte mappali che costituiscono il nuovo piano di governo del territorio, destinato a sostituire il piano regolatore, approvato nel 1995. 'E' una delle assurdità che balzano più evidenti all'occhio - afferma la consigliere comunale, che fra l'altro abita proprio nel viale in questione -. Ritengo che viale Gramsci, soprattutto con l'autorizzazione concessa per la realizzazione di un condominio, al posto dell'ex-cinema ed ex-supermercato, abbia già pagato un notevole contributo alle presunte nuove esigenze abitative, in applicazione di scelte urbanistiche della giunta Arcelloni. E' il momento di dire basta"
Di qui l'appello affinchè il tratto finale dell'importante via 'non venga chiuso da una saracinesca di condomini" e 'si ponga termine alla cementificazione" che è stata finora attuata. Partendo dal caso di viale Gramsci Caterina Baioccato matura un giudizio complessivo del piano decisamente negativo.
'Il documento riguardante la programmazione urbanistica, uno dei tre che compongono il piano di governo del territorio - osserva infatti la capogruppo - propone uno svilppo urbanistico locale decisamente eccessivo non solo in riferimento all'area di viale Gramsci orami quasi completamente fagocitata dal cemento di case a schiera e palazzine"
Baioccato si domanda se, realmente, 'c'era bisogno di queste nuove edificazioni e a quali acquirenti si rivolgono" per concludere che le scelte in materia urbanistica rischiano di piegarsi ad una politica tendente a favorire progetti immobiliari 'che già oggi puntano all'apporto di acquirenti esterni". 'Nonostante queste scelte che favoriscono il moltiplicarsi delle offerte di nuovi alloggi - afferma infine - non si riesce a capire come mai i prezzi degli immobili non calino". (s.b.)