Pavia, è l'ora della svolta
PAVIA. Il Pavia affonda e la società scrive una lettera aperta ai tifosi, che pubblichiamo integralmente. L'obiettivo, come spiega il direttore generale Armando Calisti, è quello di fugare i dubbi sul futuro. La dirigenza (la lettera è stata fatta in pieno accordo con Alessandro Zanchi e Luca Lazzaratti, soci di minoranza) non si disimpegna, ma vuole portare il Pavia in alto. Calisti però non cerca alibi e ammette che la squadra sta giocando male: «Anche noi dirigenti abbiamo occhi per vedere. E' come se giocassimo con il freno a mano tirato - dice - L'allenatore è confermato, non abbiamo mai fatto cose avventate, ma è chiaro che attendiamo i risultati. Più che la sconfitta, ci ha colpito in negativo la prestazione». Oggi contro il Casale, ma soprattutto domenica a Vercelli, è attesa una reazione.
La sconfitta con il Canavese è stata pesante. La seconda consecutiva al Fortunati, la quarta considerando le ultime due nel finale della scorsa stagione. I pochi tifosi presenti (ormai il pubblico è costantemente sotto le mille unità e gli abbonamenti sono a quota 290, inclusi i 150 degli sponsor) hanno fischiato e contestato la squadra.
I dirigenti si sono subito riuniti a fine gara per esaminare la situazione, ieri un altro incontro. Alla fine è stato deciso di dare un segnale ai tifosi: «Siamo noi i primi a essere dispiaciuti per la prestazione - sottolinea Calisti - Abbiamo allestito una squadra giovane, ma la sua freschezza in campo non si è vista». Calisti punta più sul gioco che sulla sconfitta: «Il risultato può essere falso, in positivo o in negativo. Anche se fossimo usciti, grazie a una serie di colpi di fortuna, con una vittoria, non sarei stato contento lo stesso. A questo punto mi aspetto una reazione, che si sblocchi qualcosa». Calisti poi non condivide la dichiarazione dell'allenatore Madocci che aveva parlato a fine partita di «ambiente ostile»: «Domenica c'è stata una microcontestazione assolutamente comprensibile - dichiara - Se fossimo stati a Foggia o Cava dei Tirreni ci sarebbe stata ben altra reazione. Veniamo da una retrocessione e mi pare che a parte qualche insulto isolato a me e alla mia famiglia, che certo non fa piacere, nel complesso i tifosi si sono comportati in modo civile».
Anche il direttore sportivo Massimo Tarantino bacchetta la squadra e invita a reagire: «Ci siamo messi noi in questa situazione e dobbiamo uscirne. Domenica contro il Canavese abbiamo fatto una brutta figura. Mi aspetto che la squadra dimostri di avere carattere e rimedi agli errori. Dobbiamo venirne fuori». Il ds precisa che la società non si sta guardando in giro, non è interessata agli svincolati: «Abbiamo fiducia in questo gruppo e in questa rosa - spiega il direttore sportivo - Certo non fa piacere perdere due volte consecutive in casa, ma stiamo attenti a non trarre conclusioni affrettate. Siamo solo alla terza giornata di campionato. Piena fiducia anche all'allenatore. Ora bisogna provare a cambiare il trend negativo».