Dalla Snia l'assalto dei topi
PAVIA. Topi. O meglio, ratti. A decine sciamano fuori dalla ex Snia e invadono, durante la notte, le strade e le aree adiacenti. Un po' perchè non sono più 'disturbati" da insediamenti umani; un po' perchè la partenza delle ultime famiglie rom ha fatto svanire ogni possibilità di trovare cibo. Dal quartiere San Pietro (ma anche in centro e al Vallone) sono sempre più frequenti le segnalazioni al centralino del Comune e dell'Asm. Verrà fatta a breve una derattizzazione. E il Comune ha imposto alla proprietà di intervenire all'interno del perimetro. Compatibilmente con l'estensione di 170.000 metri quadrati.
Chi spesso percorre viale Montegrappa si sarà accorto che in quest'ultimo periodo la strada pullula di corpi di topi investiti dalle auto: sembra che alla Snia i roditori di città non trovino più sostentamento cosi scorrazzano per le strade del quartiere in cerca di cibo. Gli abitanti della zona temono addirittura di passare in bicicletta in questa zona: «Domenica sera, - spiega un signore residente nell'area dietro la chiesa di San Pietro in Verzolo - tornando dalla festa in lungo Ticino, in bicicletta sul marciapiede c'era da stare attenti a non investirli e la strada pareva un cimitero di ratti».
Chi invece Pavia Est la frequenta solamente di giorno non si è accorto del problema: «Io non ne ho ancora visti - racconta il titolare della carrozzeria Di Casale - probabilmente con la luce e il traffico non escono e poi per arrivare da me devono attraversare la strada».
Pare che l'invasione inizi a creare problemi a chi abita nei paraggi: «Mio figlio mentre rientrava a casa ieri sera ha visto un topo in un cortile e il parroco è disperato perché la piazza della chiesa è piena: ha già chiamato il Comune per richiedere una derattizzazione». La prima questione, però, è di natura burocratica. Il Comune può intervenire, e in parte lo sta già facendo, sulle aree di propria pertinenza; quindi su strade, marciapiedi o piazze. Ma la proprietà della fabbrica dismessa è privata e quindi il Comune ha sollecitato un intervento rapido per contenere il problema. Se la situazione dovesse diventare insostenibile, e creare seri problemi di igiene, il Comune potrebbe surrogare la proprietà, intervenendo di propria iniziativa per poi mettere le spese a carico dei proprietari. I topi della ex Snia, ovviamente, non sono sbucati dal nulla. Anche quando tra i capannoni fatiscenti vivevano donne e bambini, se ne vedevano circolare in grande quantità. Ratti delle dimensioni di un piccolo coniglio, che creavano apprensione non solo per le malattie che possono trasmettere all'uomo (la più nota e ricorrente è la leptospirosi), ma anche perchè nello sfacelo della ex fabbrica si trovavano anche alcuni neonati, potenzialmente esposti all'attacco degli animali selvatici. Ora che l'area è stata sgomberata, i ratti si spingono fuori dal perimetro alla ricerca di cibo. Attirati, oltretutto, dal cibo che alcune signore depositano a terra per sfamare i gatti randagi. E i cittadini, comprensibilmente, sono intimoriti dalla presenza dei roditori. L'unico sistema per debellarli è quello delle esche avvelenate. (f.m. e g.c.)