«Non siamo un paese di razzisti»

ALBUZZANO.«Noi ad essere catalogati come razzisti non ci stiamo». Parla il sindaco di Albuzzano, Margherita Canini, difendendo la propria amministrazione comunale ma anche i suoi concittadini dalle accuse lanciate in questi giorni da mass media e da alcuni esponenti politici. Spiega Canini: «Qui si sta agendo per il bene della nostra popolazione ma, contemporaneamente, per il bene della gente che è stata stanziata a Vigalfo. Io, personalmente, mi sono recata sul posto per vedere con i miei occhi le condizioni igieniche in cui vive questa gente. Ebbene: sono rimasta choccata. Si tratta di persone che non hanno l'acqua corrente. Qui non ci sono servizi igienici. I locali sono diroccati. Insomma, sfido chiunque a voler vivere in queste condizioni».
«Del resto - continua il sindaco Canini - noi non ci siamo comportati affatto come a Pieve Porto Morone. Niente fantocci impiccati, qui e nessuna sassata. E la nostra gente non è mai arrivata fino alle case in cui stanno i rom. Non solo: quando ho detto alla mia gente di ritirarsi in stand by fino a prossime decisioni prefettizie sono cessati immediatamente anche i blocchi della statale. Qui, dunque, nessun razzismo. Si agisce, invece, per il bene di tutti».
A Pieve Porto Morone, invece, è trascorsa un'altra nottata carica di tensione. «Sono andati avanti per tutta la notte - scrive un volontario - hanno urlato, fischiato, hanno anche tirato sassi e una decina di grossi petardi. Non erano ragazzi ma uomini di 35, 40 anni venuti di fronte all'ingresso di cascina Gandina a sfidare la ragione e i due carabinieri chiusi dentro la loro automobile.
Hanno gridato 'brutti bastardi", 'andatevene via", 'zingari di merda", 'fate schifo"». Nella struttura di cascina Gandina sono rimaste 20 persone, 10 adulti e 10 bambini. I carabinieri, che prima piantonavano l'ingresso solo in un determinato arco orario, da un paio di giorni montano la guardia 24 ore su 24. Forza Nuova fa sapere che ha intenzione di continuare ad appoggiare i cittadini nella protesta. Il mattone lanciato l'altra notte, dopo avere sfondato un vetro, ha sfiorato un bambino. Sul caso era intervenuto, nelle scorse ore, il ministro per la solidarietà sociale, Paolo Ferrero (Rifondazione comunista): «Considero il nuovo grave episodio verificatosi nella notte a Pavia contro i Rom, - scrive il ministro - con una aggressione a un edificio in cui vivono anche donne e bambini, un 'pogrom" (le sommosse popolari anti-semite ndr) degno della Germania nazista. Al di là del dibattito in corso sulla ricollocazione delle famiglie rom, siamo di fronte ad atti di intolleranza talmente gravi che la coscienza di un Paese civile dovrebbe essere profondamente scossa, anche perchè episodi simili si stanno ripetendo, nel corso delle ultime settimane, senza che vengano identificati i colpevoli». Le parole del ministro Ferrero, però, sembrano essere cadute nel nulla. A Pieve Porto Morone, infatti, non viene levato l'assedio alla struttura di cascina Gandina, che avrebbe dovuto occupare una comunità per il recupero dei tossicodipendenti e, invece, sta ospitando (temporaneamente) i rom sfollati da Pavia. E si sono visti anche adolescenti esibire, su una maglietta bianca, la scritta 'meglio un giorno da razzista che cento anni da zingaro", accompagnata dall'inevitabile croce celtica.