«Paolo non ci ha ancora chiamati»
VIGEVANO. «Paolo non ci ha ancora chiamati». Ieri sera, il fratello di Paolo Lamusta, l'imprenditore di 30 anni scomparso mercoledi mattina da casa, spiegava che non arrivano segnali. Paolo Lamusta, socio della Tecnotherm di via Santorre di Santarosa, ha lasciato in un armadietto della ditta il suo cellulare e un fogliettino, con scritto: «Scusatemi. Paolo». I famigliari hanno lanciato un appello accorato.
«Ciao Paolo - dicono i famigliari - rispettiamo la tua scelta ma ti preghiamo di farci avere tue notizie al più presto. Vorremmo riabbracciarti e dimostrarti l'infinito amore che proviamo per te. La tua famiglia». I famigliari hanno diffuso la fotografia di Paolo Lamusta nella speranza che qualcuno, vedendola, possa informare la famiglia (al numero di cellulare 339/1178498) la polizia o i carabinieri. Ma soprattutto sperano che lo stesso giovane, leggendo l'appello, si faccia sentire presto. «Non c'erano motivi per cui dovesse andarsene senza farsi più sentire» ha spiegato Giovanna Lamusta, la zia di Paolo. Mercoledi mattina, il giovane imprenditore vigevanese è uscito come sempre dalla casa in cui vive con i genitori e la fidanzata, per andare al lavoro. Nessun comportamento anomalo, spiega la zia «solo sua mamma gli aveva sconsigliato di uscire in moto, perché faceva un po' freddo». Paolo Lamusta, però, è andato alla Tecnotherm, ditta che si occupa di assistenza ai bruciatori, con la sua moto, una Honda Varadero, blu e grigia, 1000 di cilindrata (i famigliari hanno fornito anche la targa: AZ12439).
Quando si è allontanato da casa, mercoledi mattina, Paolo Lamusta indossava pantaloni scuri, una felpa blu con il logo della 'Immergas", una ditta di caldaie, e un giubbotto di pelle nera, da motociclista, con alcuni rinforzi grigi sulle spalle, e il casco integrale grigio chiaro. (d.a.)