Chahine in collera: «Nel caos la falsa democrazia egiziana»

VENEZIA.Si sente ancora in collera Youssef Chahine, il grande vecchio del cinema egiziano, 81 anni che ieri ha portato a Venezia 64 in concorso 'Chaos", un feuilletton colorato, pieno di musica e di passione ambientato al Cairo. «Non rinuncio a denunciare la situazione sociale e politica del mio paese, da quello che vedo la mia collera è continuamente alimentata. L'Egitto è una falsa democrazia, con la milizia pronta ad usare il manganello. Si continua a dire che la nostra non è un dittatura ma tutto ciò che viene fatto è un prodotto della dittatura. Ma a me - dice Chahine - non mi ferma, sono sempre pronto a scendere in piazza nelle manifestazioni e ai miei studenti della scuola di cinematografia insegno che è doveroso manifestare anche a costo di prendersi le botte». 'Caos" racconta in chiave di melodramma la vita di Hatem (Khaled Saleh), un ras del quartiere, poliziotto con licenza di illegalità, pronto a prendere mazzette con le mani unte di cibo in cambio di ogni genere di protezione. Tutti lo temono nel quartiere di Choubra, ma nessuno osa ribellarsi. Tranne Nour (Mena Shalaby), una giovane professoressa sua vicina di casa. Hatem, calvo e grasso, è pazzo di lei, ma Nour lo rifiuta innamorata persa del bel Cherif (Youssef El Sherif), incorruttibile magistrato con mamma bellissima (Haka Sedky). Sempre più pazzo di gelosia, Hatem arriva a sequestrare Nour, in un crescendo di ritmo fino al caos finale. «La repressione è in tutti i paesi del mondo che sono dispotici soprattutto quelli con il sostegno della superpotenza americana - dice il coregista Khaled Youssef - in quei paesi del Terzo mondo i cittadini vengono trasformati in animali. Per le donne nel mondo arabo c'è ancora tanta ingiustizia e mancanza di diritti». Chanine se la prende poi anche con Sarkozy «che si crede Dio ed è pronto ad usare i cellerini». Si sente giovane Chahine, il regista del 'Passero", di 'Alessandria...perchè?", 'Il sesto giorno" e 'Il destino": «Ma io sono giovane, ho soltato 81 anni. L'importante è non guardarsi nello specchio».