Il legale dei Cesaroni «Il killer è tra le carte»
ROMA.«Il nome dell'assassino di Simonetta? E' nelle carte dell'inchiesta, si nasconde li, come diceva il papà della ragazza uccisa, Claudio Cesaroni». L'avvocato Lucio Molinaro, non ha dubbi. Il legale della famiglia della ragazza uccisa con 29 coltellate il 7 agosto del 1990, è appena uscito dall'ufficio del pm Roberto Cavallone, in procura a Roma, dove gli sono stati confermati gli sviluppi dell'indagine che ha portato all'iscrizione sul registro degli indagati, per il reato di omicidio volontario, di Raniero Busco, l'ex fidanzato di Simonetta. Secondo Molinaro, che si dice certo di una prossima archiviazione per Busco («un cittadino che non c'entra nulla, non c'è alcuna svolta nelle indagini, la famiglia sapeva che era indagato da ottobre scorso»), la procura «sta lavorando su altre piste». In particolare Molinaro fa riferimento a «tracce non biologiche» per risalire all'identità dell'assassino. Molinaro ricorda alcuni punti chiave dell'indagine come «il confronto tra la sorella di Simonetta, Paola, e Salvatore Volponi», quest'ultimo socio dell'Aiag (l'associazione internazionale ostelli della gioventù di cui era socio) e datore di lavoro di Simonetta. «Volponi (che scopri il cadavere di Simonetta la sera del 7 agosto 1990 insieme con la stessa Paola Cesaroni), fino ad ora si è sempre sottratto e per tre volte, al confronto con la stessa Paola Cesaroni». Da chiarire, dal confronto - secondo Molinaro - l'atteggiamento di Volponi nell'appartamento la sera della scoperta del corpo della ragazza, che secondo Paola Cesaroni «era disinvolto» e sarebbe andato direttamente nella stanza dove la ragazza fu uccisa. Altro punto controverso e da chiarire nell'indagine («su cui c'è stato uno scontro tra i consulenti»), l'orario del decesso fissato subito tra le 17,40 e le 18 del 7 agosto del 1990. E questo per le testimonianze di Luigia Berrettini, una collega di Simonetta che riferi a verbale di una telefonata della stessa Simonetta che le chiedeva la password per entrare nel personal computer dove avrebbe dovuto immagazzinare alcuni dati.