«Adieu», Valentino lascia il mondo della moda
MILANO. Valentino dice addio alla moda: la griffe da lui fondata oltre 45 anni fa non si avvarrà più della sua creatività. L'ultima collezione di pret-a-porter da lui firmata sarà quella che andrà in passerella a Parigi a ottobre. A gennaio sfilerà la sua ultima haute couture, sempre a Parigi. Le grandi celebrazioni dello scorso luglio a Roma sono state dunque, come il mondo della moda aveva intuito, il suo commiato, confermato ieri da un suo comunicato.
Un addio annunciato, quello di Valentino. Tanto tuonò che piovve, verrebbe da dire: i grandiosi festeggiamenti romani del 6-7-8 luglio scorso, che la stampa aveva addirittura chiamato 'Valentiniadi", erano stati per tutti gli osservatori della moda il segnale che Valentino Garavani stava per lasciare almeno il ruolo attivo di couturier. Ieri l'annuncio ufficiale, con una lettera di commiato intitolata con civetteria 'Adieu", tanto per sottolineare che Valentino, più che nel gruppone degli stilisti italiani, per mezzo secolo ha corso il gran tour della moda tra i sarti francesi. Ora, lasciato l'atelier e le passerelle, il piccolo-borghese di Voghera diventato principe della moda italiana, si occuperà di tante cose, sempre insieme con Giancarlo Giammetti, socio e complice da una vita. Tutti e due probabilmente lavoreranno a mettere su quel museo per il quale il sindaco di Roma ha già loro promesso l'ex autoparco comunale a San Teodoro. Quindi c'è la presidenza di Altaroma (società che si occupa delle sfilate romane), ruolo vacante che attende il maestro a braccia aperte. Poi ci sono progetti culturali, soprattutto legati alla formazione e alla grande arte della moda, del cui declino molti hanno timore. Dunque, all'età dichiarata di 76 anni, e nonostante alcuni problemi fisici che non gli hanno reso facile ultimamente l'attività del disegnare, Valentino non andrà certo in pensione, consapevole che solo restando in attività potrà godersi anche il riposo nelle sue splendide magioni, soprattutto lo straordinario Castello di Wideville, alle porte di Parigi. Valentino non è più proprietario della maison che ha fondato oltre 45 anni fa: ceduta alla Hdp prima, e da questa alla Marzotto poi, dopo un accurato risanamento dei conti la società Valentino aveva dato il nome a un gruppo (in cui era stata inserita anche la tedesca e ricca Hugo Boss) che era stato quotato in borsa. Pochi mesi fa, infine, l'ultimo passaggio in ordine di tempo, con il fondo Permira che ha acquisito il controllo del Valentino FG, rilevando le quote di una parte dei Marzotto, anche di Matteo, presidente di Valentino spa, e di Antonio Favrin, presidente del Valentino FG. Tutte queste vicende, negli ultimi dieci anni, sono state affrontate dal sodalizio Garavani-Giammetti come se appartenessero a un altro mondo, non al loro raffinato ambiente di maniacale eleganza, di internazionale mondanità. In molti hanno pensato che anche la nuova proprietà sarebbe caduta nella elegante rete tessuta da Valentino: ma sarà stata l'età, sarà stata la convinzione che è sempre meglio lasciare la festa prima che finisca, l'addio è arrivato, elegante come le sue sfilate.