Nella cascina già preparano le barricate

MARCIGNAGO. «Questa è casa mia». Claudio Maiocchi è arrabbiato. Ma anche attonito. Abita tra i campi di Marcignago, alla Cascina Remondò, scelta come sede per accogliere i rom della ex Snia. «Nè il prefetto, nè la Capitelli mi hanno avvisato», aggiunge. E ha chiamato un avvocato. Intanto il sindaco di Marcignago attacca: «E' un esproprio legalizzato».
Lunedi sera verso le 19.30 circolava la voce di un trasferimento dei rom alla cascina Remondò di Marcignago. Disabitata, si diceva. E invece no. Lo sa bene il proprietario, Claudio Maiocchi: lunedi sera è stato informato «per vie traverse» che i nomadi avrebbero alloggiato proprio a casa sua. «Qui ci lavoro e ci vive mia madre, anziana. Francamente avrei voluto risparmiarle tutta questa commedia, ma non ci sono riuscito». Maiocchi lunedi pomeriggio era a lavorare nei campi. La sorella e la madre a fare la spesa. Al cascinale non c'era nessuno quando sono arrivati per il sopralluogo: «Mi hanno detto che c'era la signora Campari e un'assistente sociale». Ma Maiocchi non è riuscito ad incontrarle: «Quando ho cercato di tornare a casa mi ha bloccato la polizia. E quando sono arrivato nell'aia non c'era più nessuno». Zero spiegazioni. Zero contatti. «Ho provato a chiamare il prefetto, ma non mi ha risposto. Nemmeno la Capitelli. Ho sentito poi il sindaco di Marcignago: aveva saputo della faccenda un minuto prima di me». Maiocchi intanto difende la sua proprietà: «Ho comprato le catene, ho fatto mettere le sbarre agli ingressi. Metterò anche un cancello. Ho speso più di mille euro. E poi sto perdendo del gran tempo». E se arrivano i rom? «Ho pronto il fucile». Ed è pronto anche l'avvocato: «La documentazione c'è già - prosegue - forse querelo il prefetto». Maiocchi fa quel che può: «Mi hanno detto che devo dimostrare di vivere qui. Ma chi paga le tasse qui? Io. Ormai ci si difende come si può». Anche Angelo Cremaschi, sindaco di Marcignago, si sente vittima di un sopruso: «Ho saputo tutto a decisioni già prese. Questo non è il modo di procedere e non accetto tali imposizioni dall'alto. Volevano occupare con la forza una proprietà privata: è gravissimo». E ora tutto il paese è in allarme: «Istituiremo delle ronde. Dobbiamo tutelarci». Cremaschi poi solidarizza con il sindaco di Torre d'Isola: «Ha fatto bene. Io avrei fatto lo stesso».
Maddalena Montecucco